Giuntina, una storia ebraica di passione per la letteratura

Libri

di Paolo Castellano

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Schulim Vogelmann della Giuntina (a destra) insieme ad Andrea Gessner durante la presentazione della casa editrice alla libreria Verso il 4 febbraio

Milano – Giovedì 4 febbraio presso la libreria Verso si è svolto l’incontro “Ci sarebbe uno zio ebreo…” incentrato sulla storia della Giuntina. Schulim Vogelmann, direttore della collana Israeliana, ha raccontato ai numerosi lettori presenti – stimolato dalle domande di Andrea Gessner – come sia nata la casa editrice in cui lavora: «La Giuntina essendo una casa editrice indipendente fa un lavoro tematico legato alla cultura ebraica. Quando nasce? Formalmente negli Anni ‘80.

La Giuntina non è un progetto imprenditoriale ma un progetto personale. Fondata da mio padre Daniel Vogelmann che un giorno entrò in una libreria a Firenze e rovistando tra i libri di letteratura internazionale scovò un librino: La notte di Elie Wiesel. Decise allora di tradurlo e di pubblicarlo. Mio nonno era un tipografo (oltre che un sopravvissuto alla Shoah) e dunque il libro venne stampato all’interno della tipografia Giuntina». Scherzando Schulim ha aggiunto: «Molte volte ci chiedono se siamo parenti della Giunti: no, non lo siamo».

L’editore ha poi spiegato che il libro venne stampato senza un progetto di lungo periodo ma nonostante ciò dopo la pubblicazione La notte divenne un libro molto letto. Schulim ha affermato inoltre che per molti anni la casa editrice ha conservato una posizione pura senza iniziative di promozione e di marketing aspettando solo “le scelte del lettore”. «Inizialmente non dovevo lavorare in casa editrice- ha continuato così il suo racconto – ma poi dopo aver vissuto 6 anni in Israele e aver scritto un libro su questa esperienza incominciai a tradurre alcuni volumi di autori israeliani.

In seguito sono tornato a vivere in Italia ma poco tempo dopo la mia famiglia ha deciso di chiudere la tipografia. Abbiamo comunque scelto di portare avanti la nostra attività di editori. Per ora la redazione è composta da tre persone: io, mio padre e una ragazza ma un mare di collaboratori e amici ci dà una mano con grande affetto».

Analizzando il presente della Giuntina quali novità Schulim ha introdotto nel proprio catalogo?

«Negli ultimi anni abbiamo apportato alcuni cambiamenti come una collana per bambini, una collana dedicata alla letteratura israeliana e un’altra dedicata agli autori della diaspora provenienti dagli altri paesi del mondo».

La Giuntina è dunque una casa editrice che per i suoi titoli dedicati all’ebraismo rappresenta un unicum europeo poiché si rivolge ad un ampia fascia di lettori con l’obiettivo di divulgare il pensiero e le storie dell’identità ebraica.

Una selezione di libri di qualità, una casa editrice dove con “Casa” si intende una tradizione famigliare trentennale di lavoro editoriale su volumi che hanno una valenza universale e che trattano di diverse tematiche spaziando dalla narrativa ai saggi di musica e ai libri di cucina.

Riguardo al futuro Schulim ha affermato: “Sono concentrato su ogni singolo libro. Il lavoro di editore richiede modestia e permette di stare nell’ombra: aspetti che si legano bene al mio carattere. Non poteva andarmi meglio”.

Insomma, la cultura ebraica è alla base di molte discipline che costituiscono il nostro patrimonio intellettuale e artistico e Giuntina si è incaricata di portare avanti questa missione e passione con un alto grado di professionalità a partire da coloro che ogni giorno lavorano in redazione per confezionare il prossimo libro che di certo verrà accolto calorosamente nella nostra biblioteca casalinga.

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