Rebecca e Eleazaro al pozzo, in un dipinto di Jacopo Vignali

Giulio Busi: i cancelli del destino

Libri

di Fiona Diwan

Profezia, premonizione, capacità di cogliere i segnali e interpretarli, dare voce all’inesplicabile e cercare risposte ai misteri che ci turbano. Si può indovinare il futuro? Possiamo intravedere ciò che si nasconde dietro le tante porte del destino? Se lo chiede lo studioso Giulio Busi, in un saggio che è una cavalcata nel mito, nelle storie, leggende e testi fondativi di Oriente e Occidente: dall’incontro di Eliezer e Rebecca al pozzo – in cui riconosce la sposa predestinata di Isacco -, al mito di Narciso, dalle figure di Cassandra e Achille nell’Iliade al Ramayana, da Nachmanide a Dante al Rabbi di Metzerich, fino al più profetico tra gli scrittori del Novecento, Franz Kafka.

Un libro fitto di esperienze personali, pranzi con enigmatiche e rabdomantiche figure di amici, incontri folgoranti sulla terrazza dell’Hotel King David a Gerusalemme o nella stanza-museo di Marcel Proust, con davanti la lettera in cui lo scrittore trascrive la data esatta della sua morte vera.

Come si entra allora nello spazio divinatorio? Attraverso quali porte? Perché l’accesso alla nostra camera segreta ci resta spesso precluso, la sua porta introvabile? Letteratura e vita vissuta, mito ed esperienza diretta. Giulio Busi descrive il teatro interiore su cui va in scena la precognizione: i sedimenti di memoria involontaria, il patrimonio delle nostre esperienze sensoriali nel momento in cui intercettano la visione di qualcosa che è già nelle cose ma che ancora non si è manifestato. Presagi, presentimenti, coincidenze, intuizioni: per capire in che cosa consiste la facoltà di intercettare il futuro. Parliamo di una pretesa illusoria o di una facoltà reale? Come se la caligine che avvolge il futuro fosse il risultato di un turbinio incessante che possiamo cogliere e intuire.

Giulio Busi, Indovinare il mondo – Le cento porte del destino, Il Mulino, pp. 232, 15,00 euro.