di Michael Soncin
La nuova edizione del festival internazionale, curata dalla prof.ssa Diana Matut, esplora il ruolo creativo e storico delle donne nella cultura yiddish europea e globale. Il programma complessivo comprende 16 workshop settimanali dedicati a canto yiddish, musica strumentale, lingua e pensiero ebraico, oltre a un totale di 97 eventi in 12 città e tre Paesi. (Dobranotch © Elya Yalonetski)
Presentata a Weimar la nuova edizione dello Yiddish Summer Weimar intitolata Yiddish Wo:men – Another Story of Modernity. Il festival diretto da Alan Bern, dopo il 25° anniversario, entra nel nuovo quarto di secolo rilanciando il proprio percorso artistico e formativo. Il tema centrale dell’edizione 2026 dello Yiddish Summer Weimar è dedicato alle donne di lingua yiddish e al loro ruolo nella costruzione della modernità culturale ebraica europea.
Il tema 2026: le donne yiddish e la modernità culturale
Come ha spiegato la curatrice Diana Matut – docente presso l’Oxford Centre for Hebrew and Jewish Studies – la storia delle donne yiddish non è una storia parallela o marginale, ma una componente strutturale dello sviluppo culturale: per oltre mille anni, le donne sono state figure attive come mecenati, traduttrici, tipografe, cantanti, compositrici e interpreti, lasciando una documentazione ampia e concreta del loro contributo alla vita culturale ebraica.
Il tema si traduce in tre grandi progetti finanziati dalla Fondazione Culturale Federale Tedesca: lo spettacolo di teatro musicale Togbukh, dedicato alla vita dell’attrice yiddish Rose Shoshana Cahan e alla sua esperienza nel ghetto di Shanghai negli anni ’40; Her:Kol (Her:Voice), un progetto musicale basato su nuove composizioni di poesie yiddish scritte da donne e interpretate da otto artiste internazionali; e una mostra online dedicata alle donne nella cultura yiddish e alla storia del libro.

Il festival conferma inoltre la propria dimensione internazionale attraverso progetti come lo YAM Ensemble, realizzato in collaborazione con lo Schneidertempel di Istanbul e il Music Village Agios Lavrentios in Grecia. C’è poi la Caravan Orchestra & Choir, attiva dal 2017, in collaborazione con l’Università di Haifa. Entrambi i progetti portano concerti e attività in Grecia, Turingia e Sassonia, rafforzando la rete artistica transnazionale dello Yiddish Summer Weimar.
Un festival internazionale
Il sindaco di Weimar Peter Kleine ha affermato che “la cultura ebraica può presentarsi qui con fiducia”, evidenziando il ruolo del festival come spazio di incontro in un contesto internazionale segnato da tensioni globali. Il segretario di Stato della Turingia Steffen Teichert ha definito lo Yiddish Summer Weimar un’istituzione di visibilità internazionale, un luogo di apprendimento, di scambio artistico e incontro tra persone.

Viola Noll, in rappresentanza della Fondazione culturale federale tedesca, ha sottolineato l’importanza del lavoro di comunicazione e divulgazione svolto dallo Yiddish Summer Weimar: “L’apertura e l’umanità con cui fate tutto questo sono qualcosa di davvero speciale e profondamente incoraggiante in questi tempi. Vi rivolgete alle comunità a braccia aperte. Allo stesso tempo, volete coinvolgere tutti gli abitanti di Weimar, in modo che anche coloro che non hanno mai avuto a che fare con la cultura yiddish possano immediatamente constatare che si tratta di un patrimonio culturale vivo e di una cultura viva. Ed è una cosa meravigliosa.”
La presidente della Klassik Stiftung Weimar Ulrike Lorenz ha evidenziando la necessità di valorizzare in modo concreto i risultati storici e culturali delle donne.
Il presidente della Comunità Ebraica Statale della Turingia Reinhard Schramm ha riconosciuto il ruolo del festival nella costruzione di una tradizione culturale ormai consolidata e sempre più riconosciuta a livello nazionale e internazionale.
Laboratori di lingua, canto e cultura yiddish

Lo Yiddish Summer Weimar 2026 si svolgerà dall’11 luglio al 15 agosto a Weimar e in tutta la Turingia. La settimana centrale del festival, dall’1 all’8 agosto, includerà prime mondiali, concerti monografici degli artisti partecipanti, un grande concerto all’aperto nella Piazza del Mercato di Weimar e laboratori introduttivi gratuiti dedicati alla cultura yiddish.
Anche prima dell’apertura ufficiale dell’11 luglio, il pubblico potrà assistere a concerti e jam session a Istanbul, Agios Lavrentios e Salonicco. Il programma complessivo comprende 16 workshop settimanali dedicati a canto yiddish, musica strumentale, lingua e pensiero ebraico, oltre a un totale di 97 eventi in 12 città e tre Paesi.

La professoressa Diana Matut, illustrando il contesto del tema, ha detto: «Non stiamo raccontando la storia delle donne come una storia supplementare o semplicemente come una storia dei ruoli femminili. Per più di mille anni, le donne di lingua yiddish sono state forze trainanti dello sviluppo culturale. Sono state mecenati che hanno commissionato opere letterarie. Hanno fatto tradurre e adattare opere letterarie. Sono state tipografe, cantanti, compositrici e musiciste. Tutto ciò è ampiamente documentato nelle fonti storiche. Abbiamo migliaia di documenti che ci raccontano cosa hanno significato le donne ebree per la storia culturale ebraica nel corso di un millennio»
Maggio informazioni al sito YiddishSummer.eu



