La locandina dell'evento sulla musica israeliana del 30 ottobre in Regione Lombardia

La musica israeliana come “identikit” del Paese e dell’anima ebraica in Regione Lombardia il 30 ottobre

Eventi

di Redazione
Poco o per nulla conosciuta, proposta in feste e ricevimenti solo nelle sue canzoni più commerciali e a volte di scarsa qualità, la musica israeliana  è invece un universo sorprendente e estremamente vitale di contenuti, melodie e influenze culturali unico nel suo genere e testi poetici di rara bellezza. Specchio e recipiente del Paese e del mondo ebraico, suddiviso fra i principali ebraismi, ashkenazita, sefardita, orientale e italiano, la musica israeliana e i suoi migliori artisti verranno introdotti e illustrati al pubblico nel grande evento Il suono di Israele. Le migliori canzoni e le sue mille identità ebraiche che si terrà il 30 ottobre in Regione Lombardia dalle 18 (Sala Pirelli) e che verrà condotto da Roberto Zadik, giornalista, presentatore e autore di Isramix (Proedi 2018) la prima guida alla musica israeliana mai realizzata in Italia.

L’incontro, a ingresso libero, sarà dedicato al geniale e schivo Arik Einstein, (nella foto della locandina dell’evento) grande cantautore che rivela curiose analogie con Fabrizio De Andrè e scomparso il 26 novembre 2013 a soli 74 anni e uno dei principali esponenti del mondo musicale israeliano di origine ashkenazita. Prima dell’approfondimento di Zadik, l’evento verrà introdotto dai saluti istituzionali di Manfredi Palmeri, Consigliere Regione Lombardia e a livello comunitario, dal presidente Milo Hasbani e di Gadi Schonheit, Assessore alla Cultura e dall’attesa esibizione del coro Col Ha Kolot che intonerà classici come l’inno nazionale Ha Tikwa che nasconde una storia molto interessante e inedita e successi della canzone ebraica come Hava Nagila o Shalom Alechem molto conosciuti dal mondo ebraico internazionale.

Successivamente sarà la volta dei principali cantautori israeliani e della loro identità ebraiche derivanti dalle famiglie di origine. Dagli artisti di famiglie ebraiche russe come il poeta e cantautore Ehud Manor autore di oltre 1250 brani e fondamentale “ispiratore” della canzone israeliana, il rocker anni ’70  Shalom Hanoch ispirato ai grandi musicisti della scena angloamericana o il magnifico Meir Ariel precocemente scomparso a 57 anni nel 1999, a quelli di origine romena Mati Caspi e Shlomo Artzi, per arrivare a personaggi di origine ungherese e divenuti famosi nel mondo come Chaim Witz meglio noto come  Gene Simmons, nato 70 anni fa a Haifa e che negli ultimi anni ha riscoperto le proprie radici israeliane, dopo averle nascoste per anni quando divenne famoso coi suoi “Kiss” nell’America anni ’70.  Autori laici ma anche esponenti religiosi come Shlomo Carlebach, Yossi Karduner o Shuli Rand. Insomma tante curiosità e aneddoti sulla musica israeliana e le sue radici nel suo intenso percorso dalle prime poesie yiddish e in ebraico di grandi poeti come Leah Goldberg e Nathan Alterman, fino a capolavori come “Yerushalaim shel zahav” scritta dalla bravissima Naomi Shemer. Sempre alternando discorsi e melodie si arriverà anche a strabilianti autori odierni, come Idan Raichel e Assaf Avidan e a versatili cantautori come Assaf Amdursky.

Una iniziativa unica nel suo genere per affrontare Israele e la sua vivace società cercando di contrastare luoghi comuni e pregiudizi e oltre alla politica e ai soliti stereotipi. Il 20 novembre, sempre in Regione dalle 18, sarà la volta dei grandi autori sefarditi e orientali, in un approfondimento dedicato alla grande Ofra Haza a 20 anni dalla sua tragica scomparsa,a soli 42 anni, il 23 febbraio 2000.

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