di Michael Soncin
Dopo oltre ottant’anni è stata finalmente fatta giustizia. L’opera intitolata «Uomo seduto con bastone» del pittore livornese ebreo Amedeo Modigliani è finalmente tornata a casa. Il suo valore stimato è attorno ai 25 milioni di sterline
Il dipinto apparteneva in origine a Oscar Stettiner, un mercante ebreo di origine britannica attivo a Parigi, a cui era stato sottratto dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale, per poi essere rivenduto. La battaglia legale portata avanti dagli eredi di Stettiner è stata lunga e tortuosa: nel 1996 il dipinto è stato venduto all’asta ed è stato acquistato dalla società International Art Center per 2,2 milioni di dollari.
Giustizia è stata fatta di recente, quando il giudice della Corte Suprema di New York, Joel M. Cohen, ha stabilito che «Uomo seduto con bastone», realizzato da Amedeo Modigliani nel 1918, deve essere restituito agli eredi, come riportato dal Jerusalem Post.
Philippe Maestracci, nipote e unico erede, è colui che ha portato avanti l’azione legale contro l’International Art Center, affidandosi nel 2015 a Mondex, gruppo specializzato nel recupero di opere d’arte sottratte illegalmente. In un primo momento la richiesta non ha avuto successo, poiché la società proprietaria sosteneva che il quadro non fosse lo stesso appartenuto a Stettiner.
La svolta delle indagini internazionali
Un punto decisivo si è avuto nel 2016 con i Panama Papers, che hanno rivelato come l’International Art Center era in realtà controllato dalla famiglia Nahmad. I documenti hanno mostrato che la società, con sede a Panama, è stata sotto il loro controllo per oltre vent’anni e che David Nahmad ne è stato l’unico proprietario dal 2014. È emerso anche che il dipinto è stato esposto a New York nel 2005.
Nahmad ha inizialmente negato il legame con la società, sostenendo di possedere personalmente l’opera. In seguito, dopo il sequestro del dipinto in un deposito di Ginevra da parte delle autorità svizzere, ha ammesso la proprietà, dichiarando comunque di averlo acquistato in buona fede.
Nella sentenza finale, il giudice ha riconosciuto la continuità della proprietà: dal possesso di Stettiner, al sequestro nazista, fino alla vendita forzata. È stato quindi stabilito che l’opera è proprio quella appartenuta al mercante. Pur riconoscendo che Nahmad non è stato coinvolto nei passaggi originari, il tribunale ha confermato il diritto degli eredi a riottenerla, respingendo le obiezioni della difesa sulla presunta mancanza di prove.
Dalle confische naziste alla restituzione
La lunghissima vicenda è iniziata a Parigi nel 1939, quando Stettiner ha dovuto fuggire per salvarsi dai rastrellamenti antisemiti ormai imminenti. È stato costretto ad abbandonare la sua galleria, che è stata poi saccheggiata.
Nel 1944 l’opera è stata venduta senza il consenso della famiglia. Già nel 1946, poco dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, un tribunale francese ne aveva ordinato la restituzione, ma nel frattempo il quadro è stato rivenduto, passando di mano, anche a un ufficiale americano rimasto anonimo.
Oscar Stettiner è scomparso nel 1948 senza riuscire a recuperare ciò che era suo di diritto. Il valore dell’opera oggi è stimato attorno ai 25 milioni di sterline. La restituzione non rappresenta soltanto una vittoria legale, ma assume un significato più ampio di giustizia storica. Quest’opera è una piccola e al tempo stesso grande vittoria: sono ancora migliaia le opere d’arte trafugate dai nazisti che attendono di tornare ai legittimi proprietari.
Nell’immagine in alto: «Uomo seduto con bastone» di Amedeo Modigliani (Crediti fotografici : Screenshot da X via Jerusalem Post)



