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Israele, sequestrati migliaia di reperti archeologici

Arte

di Ilaria Ester Ramazzotti
In Israele, l’autorità israeliana per le Antichità ha sequestrato alla metà di questo mese di maggio migliaia di reperti archeologici detenuti in modo illegale da un commerciante senza licenza. L’ente ha in particolare rinvenuto dei piatti di ceramica con delle iscrizioni, un’antica statuetta di bronzo, anelli antichi e circa mille e 800 monete risalenti al periodo persiano, al periodo del Secondo Tempio e al regno degli Asmonei. Alcune di queste recavano il ​​nome di ‘Shimon’, capo della rivolta di Bar Kochba.

Il sequestro è avvenuto tramite un’irruzione condotta in seguito all’ordinanza di un giudice, sventando il sospettato progetto del commerciante di vendere all’estero le antichità. Come riportato dall’autorità israeliana per le Antichità, gli ispettori incaricati avrebbero notato della terra fresca su alcune monete e altri oggetti, deducendo che fossero stati recentemente portati alla luce in siti di scavo illegali.

“È straziante pensare ai tanti siti archeologici che sono stati distrutti per fare soldi da dei mercanti – ha affermato il commissario per le antichità dell’autorità israeliana per le Antichità Ilan Haddad -. È la storia che appartiene a tutti noi, ma che non può più essere ripristinata. E quelle monete – ha aggiunto – sono parte dell’eredità d’Israele”.

Nello studio del sospettato è stata trovata anche una rara moneta d’argento, detta ‘shekel’, risalente ai giorni della Grande Rivolta del 67 d.C. Una delle sue facce è decorata con un grappolo di tre melograni e con l’iscrizione ‘Santa Gerusalemme’, mentre l’altra reca l’iscrizione ‘Shekel Yisrael II’.

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