di Pietro Baragiola
La nuova sala ospita attualmente tredici opere che appartengono alla categoria dei migliaia di beni recuperati dalla Francia dopo il 1945 i cui proprietari originari non sono ancora stati identificati e che verranno periodicamente sostituite. Tra i lavori esposti spiccano Madame Alphonse Daudet, dipinto nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, e Dinner at the Ball del 1879 di Edgar Degas, appartenuto al collezionista e mercante ebreo Fernand Ochsé.
Martedì 5 maggio il celebre Museo d’Orsay di Parigi ha inaugurato “À qui appartenaient ces oeuvres?” (“A chi appartenevano queste opere?”), lo spazio espositivo dedicato ai dipinti e agli oggetti d’arte confiscati agli ebrei in Europa durante la Seconda guerra mondiale.
Le opere esposte appartengono alla categoria dei cosiddetti MNR (Musées Nationaux Récupération), migliaia di beni recuperati dalla Francia dopo il 1945 ma i cui proprietari originari non sono ancora stati identificati con certezza.
“Questa sala è destinata ad evolversi nel tempo, presentando al pubblico le più recenti scoperte, alcune delle quali potrebbero consentire nuove restituzioni” ha spiegato il museo in una nota ufficiale. “Vogliamo costruire uno spazio di memoria, trasparenza e ricerca attiva”.
Le opere trafugate e il caso Fernand Ochsé
La nuova sala ospita attualmente tredici opere che verranno periodicamente sostituite. Tra i lavori esposti spiccano Madame Alphonse Daudet, dipinto nel 1876 da Pierre-Auguste Renoir, e Dinner at the Ball del 1879 di Edgar Degas, appartenuto al collezionista e mercante ebreo Fernand Ochsé, noto negli ambienti artistici parigini prima dell’occupazione nazista.
Deportato ad Auschwitz insieme alla moglie, Ochsé è stato ucciso nel campo di sterminio e la sua collezione è andata dispersa, seguendo il destino dei beni di migliaia di famiglie ebree europee.
Secondo le recenti stime, circa 100mila opere d’arte sono state saccheggiate in Francia durante la guerra e di queste solo 60mila sono state recuperate e restituite al Paese entro il 1950. Una parte significativa però è rimasta ancora senza proprietari identificati.
Oggi il Museo d’Orsay conserva 224 opere MNR ancora oggetto di indagine, mentre altre 15 sono state restituite agli eredi legittimi negli ultimi anni.
Le nuove ricerche sulla provenienza delle opere
Il progetto della nuova sala è stato sostenuto dall’organizzazione American Friends of Musées d’Orsay et de l’Orangerie, che finanzierà nei prossimi anni l’istituzione di un gruppo selezionato di storici dell’arte e ricercatori specializzati per riportare le opere ai loro legittimi proprietari.
Il team sarà guidato dalla storica dell’arte Inès Rotermund-Reynard e lavorerà non solo sui 224 pezzi custoditi nel museo, ma anche sulle 200 opere entrate nella collezione dell’Orsay dopo il 1933 e potenzialmente legate ai furti nazisti.
Con la questione della restituzione dell’arte rubata durante la Shoah al centro del dibattito internazionale, diversi musei europei e americani hanno intensificato le ricerche sulla provenienza delle opere, mentre le famiglie degli antichi proprietari continuano a portare avanti battaglie legali durate decenni.
La nuova sala del Museo d’Orsay si inserisce proprio in questo contesto: non un semplice spazio espositivo, ma un luogo di ricerca e restituzione, dove ogni quadro diventa una domanda ancora aperta a cui il team di Rotermund-Reynard vuole trovare una risposta.
“Non è mai troppo tardi per identificare i discendenti dei proprietari originari” ha concluso la nota del museo.





