August Sander: nei 120 ritratti di un Maestro, sfila la Germania anni Trenta

Arte

di Sonia Schoonejans e Andrea Finzi

Memoriale della Shoah a Parigi. Un grande della fotografia “racconta” la società tedesca tra le due Guerre mondiali. I ritratti degli ebrei di Colonia, la gente comune, i volti dei nazisti… Vittime e carnefici, “nudi” davanti all’obiettivo. Immagini inaccettabili per Hitler, che ne distrusse le lastre. In mostra, fino a novembre

Il progetto del fotografo tedesco August Sander non era privo di ambizione. Si trattava di tracciare un ritratto, attraverso centinaia di fotografie, della società germanica fra le due guerre, che avrebbe avuto come titolo : «Degli uomini del XX secolo». Riprendendo le parole di un amico scrittore, Sander proclamava: «Nel viso di ogni uomo è scritta nel modo più chiaro la sua storia. Uno la sa leggere, un altro no». Dal notaio al saltimbanco, passando per l’operaio, il militare, o lo studente, dovevano essere rappresentate tutte le classi sociali e tutti i mestieri, suddivisi in sette gruppi (il contadino, l’artigiano, la donna, le categorie sociali e professionali, gli artisti, la grande città, i paria e gli ultimi tra gli uomini). Installato nel suo studio di Colonia, Sander realizzò così un vero documentario istantaneo della sua epoca, associato ad un grande rigore stilistico, come mostrano le pose ben studiate ed i magistrali chiaroscuri. La singolarità di ognuno era posta in evidenza, divenendo l’archetipo di una professione o di una posizione sociale.
Un primo libro esce nel 1936, subito proibito dal regime nazionalsocialista che distrugge le lastre fotografiche. Ma Sander, lungi dall’abbandonare il suo progetto di rappresentare la società nella quale vive, lo prosegue e lo intensifica, soprattutto fotografando gli ebrei di Colonia perseguitati dai nazisti. Questi ritratti, realizzati negli anni 1938 e 1939, sono destinati alle carte d’identità di cui gli ebrei hanno bisogno sia per emigrare (nel migliore dei casi), sia per rinnovare i loro documenti cui sono obbligati di aggiungere la lettera J (Juden).

Le fotografie dei perseguitati ebrei, accompagnate da elementi biografici e da corrispondenza (esposte fino al 15 novembre al Mémorial de la Shoah di Parigi, rue Geoffroy l’Asnier 17, contact@memorialdelashoah.org) mostrano con una forza particolare la dignità di queste vittime innocenti strette nella morsa del regime nazista.
Durante la guerra, Sander, continuando il suo lavoro di documentazione, fotografa altri perseguitati come i lavoratori stranieri trasferiti a forza in Germania. Nello stesso periodo il figlio di August Sander, Erich, realizza una serie di ritratti di prigionieri politici nella prigione ove lo avevano condotto le sue attività di militante comunista e dove morirà nel 1944. Parallelamente a queste foto, l’esposizone mostra anche dodici ritratti di nazisti in uniforme, soldati, ufficiali, SS o membri della gioventù hitleriana, mettendo così gli uni di fronte agli altri, perseguitati e persecutori.
Infine, esposte per la prima volta, si possono ugualmente scoprire immagini di prova in piccolo formato di ebrei di Colonia e di prigionieri politici non utilizzate né da Sander né dai suoi familiari.
In totale la mostra presenta 120 fotografie tratte dal libro Uomini del XX secolo che Sander non fece a tempo a completare – ma fu portato a termine da figli e nipoti secondo le sue indicazioni – e quaranta immagini di prova inedite perché mai inserite nell’opera principale.
Questa esposizione, come ricorda Eric de Rothschild, presidente del Mémorial de la Shoah, «si iscrive nella lotta primordiale contro l’intolleranza che noi conduciamo ogni giorno». Per il pubblico, essa permette di cogliere, attraverso i visi di uomini e donne che vivevano in Germania fra le due guerre, l’atmosfera di un’epoca che prepara la tragedia.

L’esposizione sarà visitabile fino al 15 novembre 2018 al Mémorial de la Shoah a Parigi.

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