Test Invalsi: 10 e lode alla Scuola

secondo grado matematica 2aL’ultimo rapporto sui risultati delle prove Invalsi, il più accurato e autorevole test di valutazione della scuola disponibile all’oggi in Italia, parla chiaro: la nostra scuola risulta “significativamente superiore” alla media delle scuole della stessa area geografica in tutte le materie e per entrambe le classi partecipanti, ossia la seconda e la quinta classe della scuola primaria. Nell’anno scolastico appena concluso, le due classi II e V della nostra primaria hanno infatti sostenuto l’esame che valuta la scuola, e di riflesso i suoi allievi, con grande soddisfazione di tutti: insegnanti e genitori, dirigenti e anche gli stessi studenti. Claudia Bagnarelli, direttrice della Scuola primaria, ammette: «L’uso dei test INVALSI non convince tutti, ma nel nostro Paese è l’unico indicatore della condizione della scuola: altro non c’è. Ultimamente lo hanno un po’ rifinito, calibrandolo in funzione dell’utenza delle varie scuole, che varia da nord a sud Italia, dal centro alle periferie delle grandi città, così come dei centri urbani e rurali. I risultati non sono dunque più assoluti, ma relativi alla categoria di cui fa parte il singolo istituto valutato. La nostra scuola ha aderito subito, poiché l’esperienza ci è apparsa come una vetrina importante, anche quando era ancora a partecipazione volontaria, circa dieci anni fa. Da allora l’esame è divenuto obbligatorio, per cui la nostra consuetudine con esso non si è di fatto mai più interrotta».
Negli anni le prove Invalsi si sono  fatte via via più attente anche agli studenti con esigenze particolari, sia dal punto di vista motorio che da quello della dislessia o di altri disturbi dell’apprendimento, lievi o gravi che siano.
«Siamo sempre stati soddisfatti dai risultati- prosegue Bagnarelli -. Le tabelle di valutazione sono chiare e schematiche, il che rende rende efficace la prova».
I quesiti vertono su materie quali aritmetica, logica, geometria, statistica e italiano, articolato in grammatica e comprensione del testo. Le risposte sono a scelta multipla con le consuete quattro opzioni: una sola risposta giusta, una evidentemente errata, una verosimile e una non facilmente riconoscibile come scorretta. Le domande sono sempre di media difficoltà, salvo ogni tanto qualche quesito di maggior complessità ideato dagli autori per poter individuare anche singole competenze o intuizioni straordinarie rispetto alla media. Le scuole dell’Italia settentrionale sono quelle che ottengono solitamente i punteggi più alti nella valutazione Invalsi, e la nostra scuola si colloca a pieno titolo in tale categoria, ottenendo, anche al suo interno, risultati molto soddisfacenti: un dato, questo, non scontato per un istituto come il nostro, che punta su specificità uniche nel territorio quali l’insegnamento dell’ebraico e dell’ebraismo, ma che vuole al tempo stesso mantenere un risultato di eccellenza rispetto agli standard regionali. La fatica e l’impegno necessari a mantenersi in mirabile equilibrio fra due esigenze tanto imprescindibili sono dunque così ripagati. Gli Invalsi sono però anche uno strumento di valutazione interna, utile alla scuola per rendersi conto di eventuali lacune e carenze specifiche che possono così essere tempestivamente individuate e rimediate. Mentre è ormai chiaro che gli Invalsi rappresentano anche un primo passo fondamentale nell’allineamento con standard europei e statunitensi, lasciarsi valutare non è comunque facile per una scuola, abituata per necessità a “misurare” gli allievi, piuttosto che a essere misurata, ma – passato il primo imbarazzo – ci si è resi conto che la valutazione avviene comunque, da parte di genitori o studenti o altri, perché il confronto con altri istituti c’è comunque. «Tanto vale che avvenga sulla base di criteri oggettivi, nazionali e obiettivi» conclude Bagnarelli.
Miriam Camerini