Scuola ebraica e Università di Milano: screening con tamponi salivari

Scuola

di Redazione

La Scuola della Comunità ebraica è stata scelta per partecipare, come prima scuola a Milano, a uno screening tramite tamponi salivari molecolari in collaborazione con la facoltà di Medicina dell’Università degli Studi – Statale di Milano, diretta dal Prof. Zuccotti.

Nelle scuole lombarde, per il monitoraggio della diffusione del virus SARS-Cov-2 saranno utilizzati i test salivari molecolari che si basano su un protocollo dell’Università di Yale, adottato e ottimizzato nei laboratori della Statale, che hanno mostrato un’altissima affidabilità e caratteristiche che lo rendono adatto ai bambini e ai ragazzi.

«Grazie a un accordo diretto con l’Università Statale – spiega l’assessore alla Scuola Timna Colombo – abbiamo l’onore di partecipare come prima scuola pilota a Milano al programma che prevede lo screening di tutti gli studenti del liceo. Martedì 11 maggio un team di medici dell’Università sarà presente a scuola, spiegherà ai ragazzi la procedura e consegnerà un tampone che andrà eseguito a casa, riconsegnato a scuola e poi processato presso l’Ospedale San Paolo di Milano. Desidero ringraziare in particolare il prof. Maurizio Turiel, responsabile sanitario della Scuola per l’emergenza Covid,  per la promozione del progetto».

L’occasione di partecipare allo screening tramite tamponi salivari molecolari è offerta quindi, in prima battuta, agli studenti del liceo della Comunità ebraica di Milano ed è, per la Scuola, un onore e un privilegio essere stata scelta come istituto-pilota per questa ricerca. La decisione di aderire allo screening è in linea con la grande attenzione alla scienza, alla prevenzione e alla sicurezza che caratterizza la scuola della Comunità, che già da settembre ha messo in atto protocolli di tracciamento e protezione della struttura scolastica e degli alunni, con sanificazione dei locali e test sierologici a tappeto.

Come spiegano i ricercatori della Statale, il test è  «decisamente meno disagevole del tampone naso-faringeo, richiedendo semplicemente la raccolta di un campione di saliva tramite un piccolo rullo di cotone sotto la lingua; è veloce, il tempo necessario per il campionamento è minimo e l’esito si ottiene in 24 ore; la procedura è sicura e accurata. I risultati mostrano che questo test è altamente sensibile. Il test presenta la stessa affidabilità del test naso-faringeo, ovvero il 96%; appare efficace nell’identificare i soggetti con alta carica virale in saliva anche quando pre-sintomatici e asintomatici, permettendo così di isolare i cosiddetti superspreader, responsabili dell’80% dei contagi dagli ultimi dati e modelli in letteratura; è eseguibile da chiunque anche a casa».

«Si tratta di un test veloce, facile – spiega Gianvincenzo Zuccotti, professore di Pediatria e preside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università Statale, che coordina lo studio – che potrebbe essere messo a disposizione dei Pediatri di Famiglia per diagnosticare in maniera non invasiva l’infezione da SARS-CoV-2 almeno tra i bambini di 3-6 anni che, come è noto, sono spessissimo soggetti a forme virali e per i quali il rischio di ricorrere ripetutamente durante l’inverno al tampone nasofaringeo e alle code dei drive-through è molto elevato».

 

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