Da sinistra Alfonso Sassun e Milo Hasbani fanno l'esame pungidito

Ripartire in sicurezza: un impegno per la scuola a 360 gradi che coinvolge tutti coloro che ci “vivono”

Scuola

di Ilaria Myr

Fin da subito la Scuola ha adottato tutte le misure necessarie per riaprire in serenità, con tutti gli allievi in presenza e le attenzioni prescritte. Ma non solo: una nuova coordinatrice per il nido e progetti didattici e di formazione ebraica

«Sono molto soddisfatto di come la scuola ha riaperto e soprattutto di come stanno reagendo i bambini e i ragazzi. Mentre molti istituti si stanno organizzando con la didattica alternata in presenza e a distanza, noi siamo riusciti a riaprire con i ragazzi in presenza, e questo è motivo di grande orgoglio per noi». Parla con estrema soddisfazione Agostino Miele, dirigente scolastico della scuola della comunità ebraica di Milano, all’indomani della ripartenza delle lezioni, il 7 settembre per il nido e infanzia, e il 10 per primaria, secondaria di primo e secondo grado, circa una settimana dopo rispetto alle date decise prima dell’estate, per potere preparare adeguatamente l’istituto secondo tutte le norme igienico-sanitarie previste dal Ministero. Già in luglio la Scuola aveva mandato alle famiglie un documento per la pianificazione delle attività scolastiche per l’anno in cui sono specificate tutte le norme igienico-sanitarie da seguire (vedi box in basso), nel rispetto del distanziamento sociale e dell’igiene degli ambienti.

Dal 24 agosto, giorno di riapertura della scuola e della Comunità, lo staff scolastico insieme ai suoi dirigenti hanno organizzato gli spazi, rispettando nelle classi la distanza di almeno 1 metro fra i banchi e segnando con cura le direzioni di entrata e uscita dalla scuola e i punti di ritiro dei bambini al suo esterno (come è anche raccontato in un video postato sul sito www.mosaico-cem.it nella sezione Scuola). La scuola è stata anche dotata di un rilevatore della temperatura corporea (non ritenuto obbligatorio dalla normativa) e di prodotti igienizzanti (dispenser di soluzione idroalcolica) per l’igiene delle mani per gli studenti e il personale della scuola, in più punti dell’edificio scolastico e, in particolare, in ciascuna aula per permettere l’igiene delle mani all’ingresso in classe, favorendo comunque in via prioritaria il lavaggio delle mani con acqua e sapone neutro.

Inoltre, gli ingressi e le uscite sono stati organizzati in modo da evitare assembramenti nelle aree esterne e nei deflussi verso l’interno. «Stiamo facendo tutto il possibile e ci conforta il fatto di avere ricevuto l’apprezzamento di molti genitori – commenta Miele -. Certo il rischio zero non esiste e, certo, si può fare di più: per questo abbiamo anche bisogno della collaborazione delle famiglie, che devono monitorare la salute dei propri figli e remare con noi in un’unica direzione. Dobbiamo insieme educarli alla novità, per arrivare insieme a una nuova normalità».

Non sono mancate generose e apprezzatissime donazioni volte a sostenere l’apertura della scuola in sicurezza: esempi in tal senso sono le visiere di protezione per il viso per insegnanti e studenti del Magen David Adom e la donazione di tubetti di gel igienizzante per le mani donati dal Keren Hayesod, distribuiti a tutti il primo giorno di scuola. Un sentito ringraziamento da parte del Presidente Milo Hasbani, dell’Assessore alla scuola Timna Colombo e da tutta la CEM va a Sami Sisa, Presidente del Magen David Adom e a Francesca Modiano Hasbani, Presidente del Keren Hayesod per la costante vicinanza alla Comunità.

Inoltre, grazie alla Fondazione Scuola, è stato deciso l’acquisto di videocamere da mettere in ogni classe, in modo da permettere a chi fosse in quarantena di seguire le lezioni da casa e, soprattutto, di essere preparati nel caso di un eventuale nuovo lockdown.

Test pungidito per tutti

La riapertura della scuola è stata preceduta dall’esecuzione gratuita del test sierologico pungidito per individuare gli anticorpi per il Covid-19 su tutto il personale della scuola e gli alunni dal nido ai licei. La misura è stata decisa dalla Comunità ebraica di Milano per garantire un ritorno a scuola in sicurezza: in quest’ottica è stato anche nominato Maurizio Turiel, Presidente dell’Associazione Medica Ebraica di Milano (AME), come medico referente Covid per la scuola. L’esame, non obbligatorio per legge, è stato eseguito da infermieri professionisti, che davano il risultato dopo pochi minuti. Se la persona risultava positiva, veniva messa in una stanza filtro, lontana dalle altre persone, e poi mandata a casa dove tenere un regime di guardia fino all’esecuzione del tampone, subito richiesto all’Ats di competenza. «Fare l’esame sierologico pungidito, la cui affidabilità è stimata fra l’85 e il 93%, non è certo risolutivo, ma dà comunque una prima idea importante, utile per ripartire con maggiore consapevolezza – dichiara Maurizio Turiel -. Il mio auspicio è che questo esame si possa ripetere nel giro di tre mesi. Sicuramente, l’impegno che la comunità ebraica si sta prendendo a proprie spese per questo esame è encomiabile e, a quanto mi risulta, unico nel panorama scolastico italiano».

«Sono molto soddisfatta e orgogliosa di come la dirigenza scolastica, il suo team e tutto il Comitato scuola Covid-19 hanno lavorato per garantire l’apertura della scuola in sicurezza – dichiara l’assessore alla scuola Timna Colombo -. L’impegno è stato molto e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. La sicurezza e la salute dei nostri studenti sono una priorità assoluta; l’incarico di medico referente Covid per la scuola al dott. Maurizio Turiel e il programma di test pungidito proposto a studenti, insegnanti e personale non docente portato avanti anche grazie alla preziosa in collaborazione del dott. Luciano Bassani, vanno esattamente in questa direzione. Un mio ringraziamento particolare va anche al dirigente scolastico Agostino Miele e al segretario generale della Comunità Alfonso Sassun per la gestione dell’organizzazione. Un sentito ringraziamento anche ai professionisti dell’AME (Associazione medica ebraica) per i preziosi consigli sanitari ricevuti e per la disponibilità data in vista della riapertura della scuola; in particolare a Rosanna Supino e Maurizio Turiel, rispettivamente presidente nazionale dell’AME e della sezione Milano e medico referente Covid della scuola, per l’impegno e la supervisione data nel corso dei test sierologici effettuati».

 

Una nuova coordinatrice per il nido

Un’altra importante novità è la nomina a coordinatrice del nido di Rossella Bronte, professionista dalla lunga esperienza come coordinatrice di altri nidi, pedagogista e terapeuta. «Sono molto contenta di iniziare questa avventura – spiega a Bet Magazine -. Il mio compito è ripensare il progetto pedagogico, integrando la finalità educativa del nido, alla formazione sull’ebraismo. Il supporto di Moria Marknouz è per me fondamentale, quale mediatore dell’inclusione di questi due aspetti».

 

Il progetto tefillà per la secondaria di primo grado

Infine, un’ultima novità da segnalare è l’avvio del Progetto Tefillà per la secondaria di primo grado, in cui fino a oggi mancava un momento dedicato alla preghiera, presente invece nella primaria. La Tefillà rappresenta invece da sempre uno degli obiettivi formativi della Scuola ebraica: come scritto nel Piano dell’offerta formativa (POF) “… gli obiettivi principali sono: seguire e comprendere le parti fondamentali di una Tefillà (preghiera) recitata insieme…”. «Lo scopo è fornire ai nostri alunni/e gli strumenti per conoscere la Tefillà, essere in grado di seguire la Tefillà anche al Bet Hakenesset (Sinagoga), di capire l’importanza della preghiera recitata assieme -spiega Dalia Gubbay, assessore alla scuola per le materie ebraiche e progetti internazionali -. Abbiamo quindi trasformato una difficoltà in un’opportunità: a causa dello scaglionamento degli ingressi a scuola dovuto alle misure anti-Covid – alle ore 8.10 con inizio delle lezioni alle 8.30 – si è creata una finestra di 20 minuti che abbiamo voluto dedicare alla Tefillà, che si svolge in classe per non creare assembramenti ed è condotta dai docenti di ebraismo e da alcuni ragazzi di quarta liceo, con la supervisione di insegnanti di altre materie. In questo modo si crea anche un ponte virtuoso di condivisione fra i ragazzi, con quelli più grandi che dedicano il proprio tempo a questa forma di volontariato. David Piazza e Morasha hanno gentilmente offerto i sidurim di Shahrit per tutti gli alunni della secondaria di primo gtado. Un caloroso ringraziamento per essere sempre sensibile ai bisogni dei nostri ragazzi».

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