Dalla ORT, computer al servizio della didattica, consegnati 38 pc agli studenti della scuola

Scuola

di Roberto Zadik

In questi complicati mesi di Covid 19, la tecnologia ha decisamente aiutato vari ambiti lavorativi e educativi, primo fra tutti la scuola che ha potuto beneficiare di supporti informatici per la DAD, didattica a distanza. Con l’intento di aiutare studenti e famiglie, messe alla prova da emergenza sanitaria e crisi economica, la Comunità ebraica milanese in collaborazione con la Ort International, organizzazione internazionale incentrata sull’educazione ebraica, ha donato 38 computer ai ragazzi della Scuola.

La cerimonia di consegna si è svolta rispettando i protocolli per l’emergenza Coronavirus (norme di distanziamento sociale e accessi limitati), nell’Aula Magna il 13 ottobre alla presenza di un ristretto pubblico formato da alcuni genitori e ragazzi delle Scuole Medie e Superiori. Durante l’iniziativa, sono intervenute alcune personalità scolastiche e comunitarie. Dal presidente della Comunità ebraica milanese Milo Hasbani, al presidente di Ort Italia Roberto Jarach, all’assessore alla Scuola Timna Colombo, all’assessore alla Scuola per le materie ebraiche e i progetti internazionali Dalia Gubbay nonché vicepresidente della Fondazione Scuola, al Dirigente scolastico Agostino Miele e al Segretario Generale della Comunità, Alfonso Sassun.

Dopo i saluti del Dirigente scolastico Miele, che ha evidenziato l’utilità della tecnologia per migliorare i sistemi didattici, il presidente Hasbani ha ricordato che nonostante la difficoltà di questo periodo “stiamo riuscendo a andare avanti, facendo moltissimi sforzi per non far mancare nulla alla Scuola”. “Questa consegna di oggi – ha sottolineato Hasbani – è avvenuta grazie a un finanziamento che abbiamo avuto dalla Ort. Abbiamo moltissimi progetti per aiutare la Comunità e la Scuola, che è la cosa che ci interessa di più”.

A proposito della Ort è intervenuto Roberto Jarach che ne ha sintetizzato ruolo e funzioni. Presentando Ort Italia, Jarach ha affermato “non siamo un Paese che dona ma che riceve aiuti e consigli da Ort International che ha sede a Londra, si occupa delle scuole ebraiche nel mondo e dei nuovi metodi di insegnamento” ha specificato Jarach. “Quando Ort International ha saputo dell’emergenza Covid in Italia si è subito attivata con raccolte specifiche e contatti stretti con le Comunità delle quali la nostra è stata la prima, per fornire strumenti utili agli studenti della nostra scuola come i computer per fronteggiare l’emergenza”.

Jarach ha ribadito l’impegno di Ort Italia e l’efficienza di Ort international che “attualmente supera i 350mila allievi nel mondo”. Sottolineando il proprio impegno verso la Scuola e la Comunità, Jarach ha enfatizzato la qualità della scuola esprimendo l’augurio che “i ragazzi traggano beneficio dall’arrivo di questi nuovi strumenti”.

Successivamente Timna Colombo, assessore alle Scuole della Comunità, ha affermato che “in questo momento così difficile, la scuola non deve occuparsi solo delle cose urgenti ma anche delle questioni importanti e questi computer daranno pari opportunità di accesso alla didattica per i nostri studenti, utile indipendentemente dall’emergenza”.

Dalia Gubbay ha evidenziato l’importanza dei computer nella didattica a distanza e l’arrivo di nuove webcam installate in ogni classe, donate dalla Fondazione Scuola, e utili per seguire le lezioni specialmente per i ragazzi che si trovano in quarantena. Nel suo discorso ha annunciato la creazione del nuovo sito della scuola, sperando che “sia un anno, malgrado il Covid, proficuo per tutti”.

Ultimo intervento quello del Segretario Sassun che ha ricordato che “i computer saranno di proprietà dei ragazzi fino al termine del percorso di studi”, invitando gli studenti a non installare nulla visto che i computer sono già pronti all’uso. Hasbani da ultimo ha ribadito “l’impegno della Comunità che sta lavorando a 360 gradi con le istituzioni internazionali, come Efi e Fondazione Scuola; abbiamo poi una serie di finanziamenti a disposizione delle persone che in questo momento si trovano in condizioni disagiate. Questo in modo da essere vicini a tutti gli iscritti”.

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