Un anno senza Simone Fubini z’l: un filantropo che ha lasciato un grande dono alla Comunità

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di David, Emilio e Giovanna Hirsch

Simone Fubini, nostro zio, ha vissuto appieno la sua vita fino quasi a 90 anni. Il 27 marzo dello scorso anno ci ha lasciati e noi nipoti siamo ora più soli ma sempre accompagnati dal suo esempio di intelligenza, integrità, determinazione e generosità.

Non era un uomo osservante, ma era profondamente legato alla sua identità ebraica. Ci è stato più volte raccontato che quando, a Pisa, incontrò Gloria, si rammaricò di essersi invaghito di una ragazza che pensava non ebrea; per poi scoprire, poco tempo dopo, con grande gioia e stupore, che Gloria proveniva da una famiglia ebraica originaria di Pitigliano. La zia e lo zio si sono sposati nella Sinagoga di via Guastalla nel 1959 e sono stati insieme per quasi sessant’anni.

Laureato in ingegneria al Politecnico di Torino, lo zio è sempre stato una mente aperta e avida di conoscenza. Ha iniziato la sua carriera in Olivetti partecipando al gruppo di progetto del primo calcolatore elettronico italiano, l’Elea 9003. Ha poi continuato a offrire il suo prezioso contributo al settore tecnologico italiano lavorando in General Electric e Honeywell, in Telettra, in Fiat e poi in Olivetti coprendo, in queste ultime, posizioni di vertice.
È stato imprenditore nell’ambito di settori innovativi e tra i fondatori di Kaleyra, azienda leader nel messaging su rete mobile. Seppur già molto provato dalla malattia, nel novembre 2019 ha potuto vedere questa sua ultima creatura quotata alla borsa di New York.
Tutta la sua vita professionale è raccontata nel suo libro Oltre le occasioni perdute. Dal transistor allo smartphone: 60 anni di storia in presa diretta edito da Egea.

È stato per noi nipoti un punto di riferimento in ogni fase della nostra vita, sempre presente dai nostri bar mitzva alla laurea, dai nostri matrimoni ai berit milà dei nostri figli.

Lasciandoci, ci ha consegnato le sue volontà, tra cui quella di offrire una generosa donazione alla Comunità Ebraica di Milano. Ha pensato in primo luogo ai giovani, con l’istituzione di borse di studio e con una donazione a favore della Fondazione della Scuola Ebraica, grazie alla quale verrà ristrutturato un intero piano della scuola. Non ha dimenticato le associazioni ebraiche giovanili Hashomer Hatzair e Shorashim, che noi e i nostri figli abbiamo frequentato fin da piccoli. La sua donazione a favore della casa di riposo servirà invece ad affrontare questo difficile periodo post covid.

Questo gesto conferma la generosità di un uomo che ha sempre avuto come suoi precipui valori la cultura, la ricerca e la formazione per poter progettare il futuro.

 

Il ringraziamento della Comunità ebraica di Milano

Il presidente della Comunità Milo Hasbani, la Giunta e tutto il Consiglio con il Segretario Generale, rivolgono un sentito  ringraziamento, per la generosa donazione, alla memoria di Simone Fubini e alla sua famiglia. Un gesto che suscita una profonda ammirazione per la generosità e l’attenzione ai giovani, all’educazione e alla cultura, nonché ai più fragili della Comunità. L’esempio è quello di una profonda connessione e senso di responsabilità verso il bene comune della keillah milanese. Un gesto che non sarà mai dimenticato. Che la sua memoria sia benedizione.

 

Foto in alto: Simone Fubini il giorno della festa di inaugurazione dell’ufficio Kaleyra a Milano (l’azienda di cui è uno dei fondatori e che ora è quotata a Wall Street) tra le nipoti.

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