Vergogna Unesco: la voce della Comunità di Milano

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Jerusalem-Day-celebrating-Kotel-12L’Unesco, l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, su proposta dei palestinesi e dei giordani  sta per approvare una mozione che nega ogni rapporto storico fra l’ebraismo, il Monte del Tempio e il Muro del Pianto, il primo luogo santo degli ebrei nei secoli dei secoli. L’assemblea ha votato una mozione preliminare, e 21 nazioni hanno votato a favore, 26  (tra cui l’Italia) si sono astenute e 6 (Stati Uniti, Gran Bretagna, Lituania, Olanda, Germania e Estonia)  hanno votato contro.

Anche la Comunità ebraica di Milano è intervenuta con un comunicato: “La Comunità ebraica esprime la propria forte indignazione per il voto dell’Unesco che vorrebbe cancellare lo storico legame tra Gerusalemme e le sue radici giudaico-cristiane. Una scelta che penalizza tutte le religioni. A questo voto si sono opposte poche Nazioni che vogliamo ricordare con riconoscenza: Stati Uniti d’America, Regno Unito, Germania, Olanda, Lituania ed Estonia. All’appello manca il nostro Paese, che ha scelto di astenersi. Su questo chiediamo al ministro degli Esteri Gentiloni chiarimenti al riguardo. Non foss’altro perché questo voto va contro quello che viene insegnato  sui libri di testo di tutte le scuole italiane. Per non parlare dello sfregio al testo biblico, che il voto dell’Unesco vorrebbe modificare”.

La presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni ha dichiarato:
“Con un voto sconcertante e fuori dalla storia, su cui anche l’Italia porta delle responsabilità, il Consiglio esecutivo dell’Unesco ha avallato la pretesa di alcuni paesi arabi di sradicare ogni riferimento alla radice ebraica dall’area della Città Vecchia di Gerusalemme in cui sorge il Muro Occidentale, il luogo più sacro agli ebrei di tutto il mondo. Gerusalemme, la capitale unica e indivisibile di Israele. Città nella quale oggi, tutte le fedi trovano il loro spazio, garantito dallo Stato, per professare liberamente il proprio credo.
Una decisione che non esito pertanto a definire aberrante e che non può passare nell’indifferenza dell’opinione pubblica, dell’intero governo Italiano e delle Istituzioni europee. Oggi più che mai è invece necessaria una corretta, e non distorta, lettura delle reali concatenazione storiche che hanno portato all’assetto attuale dei rapporti in medio oriente.

Nella risoluzione votata ieri a larga maggioranza dal Consiglio, ci si riferisce a questi luoghi soltanto con il nome indicato dalla tradizione islamica. Dei 58 paesi rappresentati nel Consiglio, soltanto sei si sono opposti. Voglio qui ricordarli: Stati Uniti d’America, Regno Unito, Germania, Olanda, Lituania ed Estonia.

Questa risoluzione conferma, se mai ce ne fosse bisogno, la totale sconnessione delle Nazioni Unite dagli obiettivi autentici e sinceri che hanno ispirato la sua costituzione nel Dopoguerra. Un’organizzazione che di unito non ha più nulla e che nelle sue diverse ramificazioni si esprime sempre più come realtà politicizzata e appiattita, miope e incapace di farci sognare un futuro di pace e sicurezza”.

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