Il volto buono ed il volto cattivo della rete

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Facebook.

Giovedì 20 novembre si è tenuto, presso la Biblioteca Hasbani, il IV incontro delle Serate per Famiglie organizzato dall’Assessorato ai Giovani della Comunità.

Numerosissimo il pubblico intervenuto, vista l’attualità e l’interesse per l’argomento trattato: Facebook: il volto buono ed il volto cattivo della rete.

Davide Nahum (psicologo e internauta) e Lorenzo Dorici hanno innanzitutto spiegato cos’è e come funziona Facebook: è un network sociale (permette cioè la socializzazione via Internet), costituito da una rete di persone. Si integra nel concetto di Web 2.0 ossia di contenuti della Rete non più solo fruibili passivamente, ma soprattutto creati dagli utenti stessi (come i blog, Wikipedia e altro).

La prima parte della serata è stata dedicata alla creazione di un account fittizio di Facebook, per mostrare anche a chi non è esperto di cosa si tratti, entrando nel dettaglio.

Poi, si è passati all’analisi più “teorica” e Nahum ha spiegato il perché del successo di Facebook. Esso costituisce una vera e propria rivoluzione nel mondo degli internauti perché ci si presenta con il proprio nome, volto ed identità reale, diversamente dai “giochi” più o meno conosciuti che si basano su realtà virtuali in cui ognuno sceglie uno pseudonimo e si nasconde dietro un personaggio fittizio creato ad hoc.

Il suo enorme successo in tutto il mondo è dovuto a diversi fattori: innanzitutto è gratuito, permette di tenersi in contatto con persone vicine e lontane in tempo reale, di ritrovare vecchie conoscenze perse di vista (importanza del vero nome), di organizzare eventi sociali in pochissimo tempo e con estrema facilità, ma soprattutto soddisfa un bisogno intrinseco alla natura umana di animale sociale. Naturalmente, c’è anche un fenomeno di pettegolezzo e voyeurismo che lo rendono unico nel suo genere.

Non mancano, naturalmente, le critiche – in parte fondate: non vi è nessun controllo sulla privacy, ma chi entra a far parte del network ne è consapevole e vi rinuncia; i termini di servizio possono apparire a dir poco inquietanti ed aggressivi (uno per tutti, la cancellazione dal network non è possibile, una volta iscritti); tutti i contenuti (audio, video, immagini) immessi nel network diventano automaticamente proprietà di Facebook.

Nahum però ci spiega che tutti i nuovi mezzi di comunicazione (dal cellulare a Internet stesso, all’e-mail) al loro esordio non vengono apprezzati e se ne scovano soprattutto i difetti che, col passare del tempo vengono però equilibrati e superati. Più passerà il tempo e più il mezzo e la tecnologia diventeranno trasparenti per l’utente e ci si concentrerà quindi solo sulla sua funzione, cioè la comunicazione sociale.

In conclusione, Facebook non va demonizzato ma soprattutto i genitori devono conoscere il mezzo per poter accompagnare i ragazzi nella sua esplorazione e saperli aiutare al bisogno senza lasciarli soli in un mondo dove potrebbero effettivamente “perdersi”.

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