Addio a Efry Levy Azizoff:
indimenticabile marito, padre,
imprenditore

di Redazione

Lunedì 30 marzo 2020 è mancato all’affetto dei suoi cari Efry Levy Azizoff, 66 anni compiuti il 6 gennaio, commerciante e imprenditore in pietre preziose, grande viaggiatore, ex Presidente e attualmente Tesoriere del Noam e della Comunità persiana di Milano. Sempre molto coinvolto nell’impegno per la Comunità ebraica tutta, Efry era sempre in prima fila quando si trattava di operare per il benessere della collettività o di dare una mano, all’occorrenza anche da dietro le quinte, in un suo modo discreto e umile, mai egocentrico. Padre affettuoso e presente, insieme alla moglie Smira aveva tirato su una famiglia modello ed era un uomo profondamente dedito ai suoi cinque figli.

Il rabbino Capo della Comunità milanese Rav Alfonso Arbib, il presidente Milo Hasbani, il vice presidente Raffaele Besso, il presidente del Noam David Nassimiha, il segretario generale Alfonso Sassun, tutto il Consiglio della CEM, si stringono con affetto alla famiglia, alla moglie Smira, ai figli Stephanie, Romina, Sabrina, Emanuel Azaria (detto Aza) e David.

Figlio unico e rimasto presto orfano, Efry si era fatto largo da solo nel mondo del business dei preziosi. Aveva abbandonato il commercio paterno dei tappeti per buttarsi in qualcosa di diverso. Un carattere solare, sempre disponibile e aperto al sorriso, altruista e protettivo, Efry era un vero gentiluomo, una persona perbene, amato e conosciuto da tutti, il benvenuto in ogni tempio e luogo ebraico della città, presente a molti eventi collettivi e comunitari.

Appartenente a una delle primissime famiglie persiane della diaspora mashadì in Italia (provenienti dalla città di Mashad, al confine nord dell’Iran), era stato il primo ebreo persiano a essere nato a Milano, nel 1954, mentre suo padre, Bob Levy Azizoff, era stato una delle colonne portanti della Comunità persiana della città, tra i fondatori del Noam e della sinagoga di via Montecuccoli. Anche Efry sentiva fortissima l’appartenenza alle origini ebraico-persiane: negli ultimi dieci anni, di fronte alle numerosissime partenze di molte famiglie persiane che decidevano di emigrare da Milano a New York, Efry provava un feeling di abbandono, un senso di profonda tristezza e dispiacere. Eppure, su quel suo viso aperto, mai mancò quel sorriso affabile che tutti ricordano.

Sia il suo ricordo di benedizione.

 

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