KKL: la tutela e la gestione delle acque bene comune dell’umanità

Nella splendida cornice della Sala Vanvitelli dell’Avvocatura dello Stato di Roma si è svolto il 20 ottobre il convegno “La tutela e la gestione delle acque bene comune dell’umanità”. Organizzato dal Magistrato e Direttore dell’Osservatorio per le politiche normative in tema di tutela ambientale, Stefano Amore.
Dopo i saluti del Min. Cons. Sharon Kabalo, Addetto economico dell’Ambasciata di Israele in Italia, le relazioni introduttive della Dott.ssa Laura Moscati e del Generale dei Carabinieri Giuseppe Giove, si è aperta la tavola rotonda “La tutela delle acque nella prospettiva della cooperazione internazionale”. Sono intervenuti Giulio Prosperetti, Giudice della Corte costituzionale, Antonio Ricciardi, Generale C.A., Comandante Unità per la tutela forestale, ambientale e agroalimentare Carabinieri, Isabella Maria Stoppani, Avvocato e Consigliere dell’Ordine degli Avvocati di Roma, Massimo Massella Ducci Teri, Avvocato Generale dello Stato, Stefano Ciafani, Direttore Generale di Legambiente, Fausto Cardella, Procuratore generale presso la Corte di appello di Perugia.

Il Presidente del Keren Kayemeth LeIsrael Italia Onlus Sergio Castelbolognesi ha raccontato come l’attività del KKL nel settore idrico israeliano gioca un ruolo chiave. Come è possibile che un Paese caldo e secco come Israele, con pochissime precipitazioni e fonti idriche scarse, riesca a mantenere l’ambiente verde e favorire un’agricoltura prospera? “Non è un miracolo dal cielo – ha affermato Castelbolognesi – l’attività del KKL nel settore idrico sembra avere una funzione decisiva in questa sorprendente storia di successo. L’acqua non è una cosa ovvia in un paese desertico come Israele, ma l’innovazione del KKL è significativa”.

Frenare il processo di deterioramento dei corsi d’acqua è oggi la sfida ambientale israeliana. Gli esperti del KKL lavorano trasformando le criticità in risorse, attraverso lo sviluppo e la creazione di fonti idriche alternative come la nascita di bacini idrici per la raccolta e lo sfruttamento di acque piovane o reflue, il recupero di corsi d’acqua inquinati, la continua ricerca delle migliori e più efficaci modalità di irrigazione. Il KKL opera nel risanamento dei fiumi inquinati e i dei suoi spazi adiacenti, dalla rimozione degli agenti inquinanti al restauro paesaggistico, dalla conservazione del suolo sino alla progettazione e allo sviluppo di parchi, sentieri e altre infrastrutture per le attività ricreative future. Bacini e dighe create, forniscono acqua per le coltivazioni, gli allevamenti ittici arricchiscono le falde sotterranee.

Nelle aree paludose le opere di drenaggio e di bonifica attuate permettono di recuperare migliaia di ettari da destinare all’agricoltura. Prendersi cura delle acque dona vita e vantaggio alla terra. Israele detiene quattro fonti d’acqua principali: il lago Kinneret, le falde acquifere montane, le falde acquifere costiere e l’acqua marina dissalata. Il 50% dell’acqua utilizzata per l’irrigazione agricola è acqua riciclata. “Basta pensare che la distribuzione del consumo di acqua in Israele è per il 7% di uso industriale, 38% per uso domestico e il 55% per l’agricoltura. Si dice che il settore idrico israeliano – ha dichiarato il Presidente KKL Italia Onlus – sia pronto ad uscire dalla crisi. La ricerca di nuove tecnologie per lo sviluppo di fonti idriche alternative e l’uso efficiente di quelle esistenti sono i motori vincenti insieme al lavoro del KKL”. Il settore idrico israeliano può essere un modello per l’Italia, l’auspicio è che, la cooperazione viva tra Italia e Israele porterà alla costruzione di un futuro migliore.

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