Vita Ebraica

Rabbini con il lulav per Sukkot

Parashat Vezot Haberachà. Lasciamo la sukkà ascoltando ciò che la vita ci dà

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
È significativo che la Torà finisca così: non con un rimprovero, ma con una berachah. Forse perché, alla fine di ogni cammino, ciò che lasciamo agli altri non sono soltanto le nostre parole o le nostre azioni, ma anche la benedizione che abbiamo saputo dare. Questo è anche il nostro passaggio da Sukkot a Simchat Torà: entrare nel nuovo ciclo della Torà portando con noi le nostre richieste, le nostre fragilità e soprattutto la capacità di trasformarle in una benedizione.

Hoshanà Rabbà: sette giri, cinque salici e l’ultimo giorno del giudizio

Ebraismo

di Davide Cucciati
Hoshanà Rabbà diventa una giornata di passaggio: siamo ancora dentro Sukkot, ma ci prepariamo già a Sheminì Atzeret; siamo ancora nel tempo della gioia, ma avvertiamo per l’ultima volta la solennità degli Yamim Noraim; chiediamo l’acqua che darà vita alla terra nell’anno appena iniziato e accompagniamo questa richiesta con gesti che provengono da un passato molto lontano.

Succòt: il miracolo della protezione divina e quello del coraggio umano

Ebraismo

dagli scritti di Rav Jonathan Sacks z”l
Che cosa rappresenta la succà? Che sia il miracolo della protezione divina o quello del coraggio umano, siamo tutti stranieri sulla terra, residenti temporanei nell’universo (quasi) eterno di Dio. La Torà ci dice: “Vivrete in alloggi protetti per sette giorni”

Parashat Sukkot. Usciamo dalla sicurezza quotidiana per essere felici anche nella precarietà

Parashà della settimana

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Capite adesso cosa significa poter alzare gli occhi e guardare quante persone lasciano case confortevoli per stare in spazi limitati e precari, ma pieni di luce. È questo il senso di Sukkot: uscire, per qualche giorno, dalla sicurezza di ciò che abbiamo costruito e scoprire che si può essere felici anche dentro ciò che è fragile e temporaneo perché sappiamo che la luce che viene dal cuore è quella di chi sa di aver scelto una vita di gioia.

La sukkà dei Bne Menashe

La simbologia della succà tra precarietà e protezione

Ebraismo

di Rav Reuven Colombo
La festa di Succòt cade quest’anno nei giorni dal 26 settembre al 4 ottobre. Che cosa rappresenta la succà? È la nostra dimostrazione che la fede nell’aiuto divino non deve mai mancare nel nostro cuore. E non dobbiamo dimenticare mai di stare vicino a chi ne ha bisogno

 

Da sinistra tamara Klein, Sharon Nizza e Jacob Shore

“Israele tra guerre ed elezioni”. Sharon Nizza ospite in comunità

Feste/Eventi

di Nathan Greppi
La sala era piena e tutti i posti a sedere occupati per l’incontro dimercoledì 23 settembre presso la Sala Segre della Comunità Ebraica di Milano, intitolato Israele tra guerre ed elezioni e avente come ospite d’onore la giornalista italo-israeliana Sharon Nizza, che scrive per l’Ansa e Il Foglio. Ad affiancarla nel dibattito, prima di lasciare lo spazio alle domande del pubblico, sono stati Tamara Klein dell’Hashomer HaTzair (sionismo laico e socialista) e Jacob Shore del Bené Akiva (sionismo religioso).

La voce dei poeti israeliani dopo il 7 ottobre

Appuntamenti

di Associazione Italia Israele di Milano
“Di nuovo torna la melodia” (Nathan Alterman). Giovedì 24 settembre in Zoom ore 20.15 (ore 21.15 Israele) ​ SHEVA BE OCTOBER: poesie dopo il 7 ottobre – LA VOCE DEI POETI ISRAELIANI il dolore e la resilienza

La teshuvà a Rosha Hashanà. Disegno di Emanuele Luzzati

Grazie alla teshuvà, si può affrontare il futuro con coraggio e fiducia

Feste/Eventi

di Walker Meghnagi, presidente della Comunità ebraica di Milano
Viviamo un tempo di profondi cambiamenti, nel quale molte delle nostre certezze vengono messe in discussione. È naturale sentirsi disorientati, soprattutto di fronte alle sfide che il popolo ebraico sta vivendo. Eppure, come ci spiega la tradizione ebraica e in particolare i giorni di Rosh Hashanà, Yom Kippur e Sukkot, ogni cambiamento può essere anche un’opportunità di crescita.

Celebrazioni di Yom Kippur (dipinto di Maurycy Gotliebb)

Una storia di vera bontà per celebrare Yom Kippur

Parole di Torah

a cura dell’Ufficio Rabbinico
Questa storia dell’Alter Rebbe che si svolge a Yom Kippur dimostra che  la vera bontà non si manifesta in un tripudio di gloria, ma spesso comporta un coinvolgimento per nulla manifesto, per esempio prendendosi cura di persone bisognose in modo invisibile.