Vita Ebraica

Roma, Ars Judaica: un workshop di acquerello dedicato a Chanukkà il 1° novembre, a due passi dal Ghetto ebraico

Appuntamenti

di Redazione
L’Associazione Culturale Nodedim organizza a Roma un workshop di acquerello dedicato a Chanukkà, condotto dall’artivist Elisabetta Furcht in compagnia di Misha Leon Art, ideatore del progetto. Il costo di partecipazione è di 100 euro per l’intera giornata. Adatto a chi parte da zero. Posti limitati. Info e iscrizioni: Nodedim.Italia@gmail.com

Parashat Noakh: la storia della Torre di Babele e l’importanza del limite

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
Collocata tra la preistoria dell’umanità nel suo insieme e la particolare alleanza con Abramo, la storia della Torre di Babele è uno dei punti di svolta della narrazione biblica, centrale nella sua visione di ciò che può andare storto nelle civiltà e nelle società. La storia in sé — raccontata in appena nove versetti — è un capolavoro compatto di virtuosismo letterario e filosofico.

Ricette ebraiche. Bachsh: un piatto in viaggio da Bukhara a Mashad

Cucina e Kasherut

di Laura Loulai
Alcune delle ricette più tipiche di Mashad hanno origini che attraversano i confini dell’Asia centrale e sono state influenzate dalle tradizioni culinarie delle regioni geograficamente vicine, come l’Afghanistan e Bukhara. Il Bachsh nasce infatti come piatto della tradizione bouchara e, nel tempo, è stato reinterpretato e adattato fino a diventare una preparazione tipica della cucina di Mashad.

Rabbini con il lulav per Sukkot

Parashat Vezot Haberachà. Lasciamo la sukkà ascoltando ciò che la vita ci dà

Appunti di Parashà a cura di Lidia Calò
È significativo che la Torà finisca così: non con un rimprovero, ma con una berachah. Forse perché, alla fine di ogni cammino, ciò che lasciamo agli altri non sono soltanto le nostre parole o le nostre azioni, ma anche la benedizione che abbiamo saputo dare. Questo è anche il nostro passaggio da Sukkot a Simchat Torà: entrare nel nuovo ciclo della Torà portando con noi le nostre richieste, le nostre fragilità e soprattutto la capacità di trasformarle in una benedizione.

Hoshanà Rabbà: sette giri, cinque salici e l’ultimo giorno del giudizio

Ebraismo

di Davide Cucciati
Hoshanà Rabbà diventa una giornata di passaggio: siamo ancora dentro Sukkot, ma ci prepariamo già a Sheminì Atzeret; siamo ancora nel tempo della gioia, ma avvertiamo per l’ultima volta la solennità degli Yamim Noraim; chiediamo l’acqua che darà vita alla terra nell’anno appena iniziato e accompagniamo questa richiesta con gesti che provengono da un passato molto lontano.