Gli scomparsi

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è la storia di un viaggio, cinque anni intorno al mondo per cercare di rispondere a una domanda che Daniel Mendelsohn si era posto ancora bambino molti anni prima: cosa è davvero accaduto allo zio Shmiel durante l’Olocausto? Le favolose storie del nonno raccontavano un’infanzia passata nella città di Bolechow, Polonia, all’inizio del secolo, ma si interrompevano intorno al destino del fratello, di sua moglie e delle quattro figlie.

La fortuna dei Meijer

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Nell’Ottocento gli ebrei svizzeri erano confinati in due villaggi. Uno di questi è Endingen, dove vivono felicemente il probo commerciante di bestiame Salomon Meijer e la sua famiglia. Una sera del 1871 alla loro porta si presenta un lontano cugino che afferma di essere stato ferito nella battaglia di Sedan e di volersi stabilire dai suoi unici parenti. Nessuno in quella pacifica casa intuisce quanti cambiamenti porterà quell’estraneo nelle loro esistenze.

Il ministero dei casi speciali

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l’Adei-Wizo presenta alle lettrici milanesi, con la partecipazione di Erminia Dell’Oro, scrittrice e critico letterario, la terna dei libri scelti dalla giuria selezionatrice per l’8° Premio letterario Adei-Wizo: tra questi, Il ministero dei casi speciali di Nathan Englander. Questo romanzo è il primo dell’autore della fortunatissima raccolta di racconti Per alleviare insopportabili impulsi. Nathan Englander racconta una storia terribile e carica di pathos.

La tigre sotto la pelle

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E’ un mondo di sentimenti forti e terribili, di odi implacabili, di miracoli e di sangue, di persecuzione e rappresaglia. Un inedito e per certi bizzarro versi paesaggio gotico ebraico, che ricorda le storie di vampiri. Non sono certamente racconti scritti per essere credibili come “documenti”, e neppure “Yossl Rakover” lo è, se lo vediamo in questo contesto. Sono invece documenti narrativi, scritti con notevole forza visionaria e abilità letteraria di un’idea politica su come resistere all’antisemitismo e uscire dalla Shoà.

La Spezia porta della Speranza

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i sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti affollavano le coste italiane per raggiungere la salvezza nella loro futura patria, Israele. La Spezia divenne il centro di questo esodo. Fra il 1945 e il 1948 dalla città ligure salparono diverse navi fra cui la Exodus, la Fenice e la Fede: oltre 23.000 ebrei riuscirono a lasciare clandestinamente l’Italia

Fuoco amico

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subiscono spesso la tentazione di prendere il ruolo di profeti, di atteggiarsi a coscienze critiche della nazione, di proporsi come annunciatori di verità che politici e giornalisti non vedrebbero o non oserebbero dire. In questo ruolo per lo più sbagliano, perché non è affatto detto che la loro capacità di analisi politica sia migliore di quella dei professionisti del governo e dell’informazione, e anche perché i meccanismi della comunicazione di massa tendono a indurli a esagerare posizioni e identità. Ma è vero che gli scrittori davvero grandi sono tali perché sanno individuare tendenze, stati d’animo collettivi, preoccupazioni e speranze diffuse.
Anche per questa ragione è interessante leggere Fuoco amico, l’ultimo bel romanzo di Abraham B. Yehoshua

La casa grande dei Vita

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La storia di Corso Re Umberto 61 comincia intorno al 1921, quando vi andarono ad abitare Alberto Vita e la sua sposa Rachele Treves. Lì, nel grande appartamento al piano terreno, con quel lungo balcone affacciato sul giardinetto interno all’ombra di un ippocastano, cresceranno i loro sette figli. La storia rivive nel libro di Anna Segre.

Il messia perduto

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nacque a Smirne, in Turchia, nel 1626. Conquistato dal misticismo della Cabbala, viaggiò per tutto l’Impero ottomano proclamandosi il nuovo messia e annunciando con fervore l’imminente inizio dell’era salvifica. Molti lo seguirono. Quando, nel 1651, dichiarò che i giorni di astinenza sarebbero dovuti diventare di festa, che le donne avevano diritto a leggere la Torah e la Cabbala e che gli ebrei potevano pronunciare il sacro nome di Dio, il rabbino di Istanbul lo bandì dalla città.

Ricordi della casa dei morti e altri scritti

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di Luciana Nissim Momigliano, nell’edizione curata da Alessandra Chiappano per la Giuntina, sarà presentato a Milano giovedì 6 marzo, alle ore 18, al museo di Storia contemporanea, via S. Andrea, dalla curatrice Alessandra Chiappano con interventi di Liliana Picciotto, Silvia Giacomini, Bruno Maida.

Luciana Nissim Momigliano, partigiana ebrea, venne arrestata e deportata ad Auschwitz-Birkenau insieme a Primo Levi e Vanda Maestro, con il trasporto che partì da Fossoli il 22 febbraio 1944.
Sopravvissuta, nel 1946, subito a ridosso della liberazione, pubblicò la sua testimonianza

Eros e Qabbalah

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e le relazioni erotiche che ne derivano costituiscono, fin dall’epoca più remota, anche un modo di pensare le coppie di elementi opposti o complementari e i rapporti che fra essi intercorrono. In Occidente, alla tradizione di pensiero che da Empedocle e dal Simposio di Platone giunge sino ai testi ermetici si affianca quella ebraica, e più specificamente cabbalistica. Il racconto della creazione androgina del primo essere umano e della sua scissione in Adamo ed Eva

Le origini della Soluzione Finale

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in Italia in occasione della Giornata della Memoria 2008 credo sia di particolare importanza questo testo, che, nell’edizione originale è uno dei volumi di un’opera monumentale promossa da Yad Vashem, che ha avviato, assieme ad un gruppo di storici appartenenti a vari istituti di ricerca e università, il progetto di “una storia generale della Shoah che ha l’obiettivo di raccogliere i risultati delle ricerche sulla Shoah condotte nel dopoguerra”.

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