La Spezia porta della Speranza

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i sopravvissuti ai campi di sterminio nazisti affollavano le coste italiane per raggiungere la salvezza nella loro futura patria, Israele. La Spezia divenne il centro di questo esodo. Fra il 1945 e il 1948 dalla città ligure salparono diverse navi fra cui la Exodus, la Fenice e la Fede: oltre 23.000 ebrei riuscirono a lasciare clandestinamente l’Italia

Fuoco amico

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subiscono spesso la tentazione di prendere il ruolo di profeti, di atteggiarsi a coscienze critiche della nazione, di proporsi come annunciatori di verità che politici e giornalisti non vedrebbero o non oserebbero dire. In questo ruolo per lo più sbagliano, perché non è affatto detto che la loro capacità di analisi politica sia migliore di quella dei professionisti del governo e dell’informazione, e anche perché i meccanismi della comunicazione di massa tendono a indurli a esagerare posizioni e identità. Ma è vero che gli scrittori davvero grandi sono tali perché sanno individuare tendenze, stati d’animo collettivi, preoccupazioni e speranze diffuse.
Anche per questa ragione è interessante leggere Fuoco amico, l’ultimo bel romanzo di Abraham B. Yehoshua

La casa grande dei Vita

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La storia di Corso Re Umberto 61 comincia intorno al 1921, quando vi andarono ad abitare Alberto Vita e la sua sposa Rachele Treves. Lì, nel grande appartamento al piano terreno, con quel lungo balcone affacciato sul giardinetto interno all’ombra di un ippocastano, cresceranno i loro sette figli. La storia rivive nel libro di Anna Segre.

Il messia perduto

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nacque a Smirne, in Turchia, nel 1626. Conquistato dal misticismo della Cabbala, viaggiò per tutto l’Impero ottomano proclamandosi il nuovo messia e annunciando con fervore l’imminente inizio dell’era salvifica. Molti lo seguirono. Quando, nel 1651, dichiarò che i giorni di astinenza sarebbero dovuti diventare di festa, che le donne avevano diritto a leggere la Torah e la Cabbala e che gli ebrei potevano pronunciare il sacro nome di Dio, il rabbino di Istanbul lo bandì dalla città.

Ricordi della casa dei morti e altri scritti

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di Luciana Nissim Momigliano, nell’edizione curata da Alessandra Chiappano per la Giuntina, sarà presentato a Milano giovedì 6 marzo, alle ore 18, al museo di Storia contemporanea, via S. Andrea, dalla curatrice Alessandra Chiappano con interventi di Liliana Picciotto, Silvia Giacomini, Bruno Maida.

Luciana Nissim Momigliano, partigiana ebrea, venne arrestata e deportata ad Auschwitz-Birkenau insieme a Primo Levi e Vanda Maestro, con il trasporto che partì da Fossoli il 22 febbraio 1944.
Sopravvissuta, nel 1946, subito a ridosso della liberazione, pubblicò la sua testimonianza

Eros e Qabbalah

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e le relazioni erotiche che ne derivano costituiscono, fin dall’epoca più remota, anche un modo di pensare le coppie di elementi opposti o complementari e i rapporti che fra essi intercorrono. In Occidente, alla tradizione di pensiero che da Empedocle e dal Simposio di Platone giunge sino ai testi ermetici si affianca quella ebraica, e più specificamente cabbalistica. Il racconto della creazione androgina del primo essere umano e della sua scissione in Adamo ed Eva

Le origini della Soluzione Finale

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in Italia in occasione della Giornata della Memoria 2008 credo sia di particolare importanza questo testo, che, nell’edizione originale è uno dei volumi di un’opera monumentale promossa da Yad Vashem, che ha avviato, assieme ad un gruppo di storici appartenenti a vari istituti di ricerca e università, il progetto di “una storia generale della Shoah che ha l’obiettivo di raccogliere i risultati delle ricerche sulla Shoah condotte nel dopoguerra”.

Poeti israeliani contemporanei

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è la voce interna di un popolo, il mezzo con cui emergono alla coscienza collettiva non solo le posizioni culturali e politiche esplicite, ma anche le forze interiori, i sogni, le pulsioni, i temi vivi di interesse. Per questo la ricca antologia che la prestigiosa “collana bianca” di poesia dell’Einaudi ha dedicato ai Poeti israeliani contemporanei, con la cura e la traduzione di Ariel Rathaus, può essere letta non solo come un’interessante esplorazione letteraria ma anche come un sondaggio nell’anima israeliana dei nostri giorni.
In questi autori si incrociano sentimenti laici, anche se spesso espressi in termini che hanno riferimenti alla Scrittura: amarezza e frenesia, amore della terra e ripiegamento sull’interiorità, lutto per le guerre e sensualità, speranza di futuro e disincanto, voglia di normalità

La lista di carbone

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è la storia di un amore perduto nella tragedia dell’Olocausto e ritrovato dalla speranza. Anna è una studentessa senza passato, con un presente difficile e un futuro incerto, Cristina è un’anziana ebrea che ha perso la speranza e la gioia di vivere in un passato segnato dalla tragedia dell’Olocausto. Due donne diverse, le cui vite si incrociano casualmente in una libreria del ghetto di Roma, il luogo dove ha inizio La lista di carbone, romanzo d’esordio di Christiana Ruggeri che Mursia manda in libreria per il Giorno della memoria.

Zahava Laskier Scherz e il Diario di Rutka

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Zahava Laskier Scherz, guardando l’album di famiglia chiede al padre chi sia la ragazzina della sua età che tiene per mano un bambino. Il padre le racconta la verità su Rutka e
lei scopre di avere avuto una sorella

Un delitto letterario

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Dell’autrice di questo libro sono già stati tradotti in italiano due gialli di ambientazione israeliana contemporanea, uno dal titolo Omicidio nel kibbutz e alcuni anni prima Delitto in una mattina di sabato. Il fascino di questi libri è duplice. Da una parte una storia poliziesca ben congegnata, con tutti gli sviluppi e i ripensamenti del caso, dall’altra una ambientazione unica e molto particolare: il secondo dei libri citati prima ha infatti come luogo del “delitto” un congresso di psicoanalisti a Gerusalemme. E lo stesso vale per questo libro, ambientato nel Dipartimento di Letteratura dell’Università di Gerusalemme, in cui B. Gur è stata anche docente.

Con le radici in cielo

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un mondo ebraico immobile e fermo nelle sue tradizioni, com’era forse a metà dell’Ottocento. L’ebraismo del primo terzo del Novecento fu percorso da spinte di cambiamento, tensioni politiche (verso il sionismo ma anche verso altre utopie più generali, come il comunismo), cambiamenti di modelli e di atteggiamenti che erodevano anche la continuità della vita quotidiana e delle relazioni familiari. Uno spaccato di tale subbuglio è l’oggetto del bel romanzo di Saul Israel appena pubblicato da Marietti: Con le radici in cielo.

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