Berlino, dentro

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soffia di nuovo un vento che preoccupa e raffredda le relazioni europee, è interessante ripercorrere la storia di una separazione lancinante. L’autore lo fa attraverso il racconto di un amore che nasce al di là del muro di Berlino: siamo nel 1968, ai tempi della guerra fredda, dei tumulti di Milano, di Berlino Ovest, di Parigi, dove il protagonista, Guido Valli, giornalista, sarà testimone, come inviato, degli assalti e delle violenze di quei giorni,

Festival Letteratura ebraica

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La produzione letteraria ebraica è enorme: attraversa la storia, i confini e le culture. Per la prima volta a questo grande universo viene data una sua cornice propria: viene fatto a Roma con la prima edizione del Festival Internazionale di Letteratura Ebraica, dal 20 al 24 settembre. Scrittori di tutto il mondo, critici letterari, i protagonisti di maggiore spicco del panorama letterario ebraico si ritrovano in uno stesso contesto per raccontarsi, discutere assieme, condividere con il pubblico le proprie emozioni e le proprie storie, rispondere alle questioni più stimolanti, svelare i misteri della creazione artistica; e infine, forse, analizzare meglio il rapporto tra il mondo ebraico e il mondo che vive al di fuori di esso, due realtà che nel corso della storia sono sempre state unite e separate al tempo stesso, si sono attratte e respinte, guardate sì con curiosità ma anche a debita distanza, con spesso, come unico ponte, proprio quello della letteratura.

Poeti d’Israele al Festivaletteratura di Mantova

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Nel corso di due importanti appuntamenti, in programma per il 5 e 6 settembre, i giovani poeti israeliani Tali Latowicki e Shimon Adaf, pubblicati per la prima volta in Italia nelle antologie Forte come la morte è l’amore edita da Salomone Belforte e tradotta da Sara Ferrari, e Poeti Israeliani edita da Einaudi e tradotta da Ariel Rathaus, incontrano il pubblico del Festivaletteratura.

Israele, verità e pregiudizi.

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il libro inchiesta del giornalista Giuseppe Giannotti dal titolo Israele, verità e pregiudizi. I media italiani e la seconda Intifada. Disinformazione e mistificazioni (De Ferrari Editore, 16 euro).
Il libro analizza il modo in cui, principalmente in Italia, stampa e televisione hanno raccontato il conflitto israelo palestinese in oltre sette anni dallo scoppio della seconda Intifada, nel settembre 2000, fino ai primi mesi del 2008, mettendo a confronto titoli, articoli, commenti e fotografie.

La pazienza della pietra

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Sara Shilo ha scritto un romanzo di grande maturità e profondità, creando tutto un mondo, ricco e sconcertante, che stringe il cuore, un mondo che non avevamo ancora conosciuto nella letteratura israeliana”. (David Grossman)

“Mi sono infilata nel mio letto, ma senza riuscire ad addormentarmi. Sono uscita sul balcone e ho guardato i panni che la mamma aveva appeso di sera. Sembravano un testo scritto

Sull’antisemitismo

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Nel secolo da poco trascorso l’antisemitismo si è manifestato in tutta la sua atrocità con i campi di sterminio nazisti. Eppure questa tragedia non ha posto fine a questo fenomeno e non tutti, nonostante significativi cambiamenti, sono consapevoli di quanto esso sia in realtà l’espressione di più profonde malattie sociali, culturali e politiche che covano nelle società dove si manifesta.

Sotto la stella di David

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ha organizzato a partire dal maggio scorso nell’ambito dell’importante ricorrenza del 60° Anniversario della fondazione dello Stato di Israele avranno il loro culmine con MI TAKHAT LE MAGHEN DAVID, Sotto la stella di David – Festival della Letteratura Israeliana. Dal 3 al 16 luglio, nella suggestiva cornice del Cortile del Terribilia – nel cuore di due istituzioni culturali di Bologna quali l’Accademia di Belle Arti e la Pinacoteca Nazionale – si vorrà offrire la suggestione di pagine straordinarie di questa letteratura e l’emozione degli incontri con gli scrittori Lizzie Doron, Etgar Keret, Sara Shilo, tra i più noti della nuova generazione di autori israeliani, con la conduzione di Bruno Gambarotta.
Il Festival arricchisce il suo programma anche con il concerto di Amit Arieli e del sestetto The New Old Klezmer Ensemble e con la proiezione del film Meduse dei registi Etgar Keret e Shira Geffen.

Meritocrazia: un valore ebraico

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ha pubblicato Meritocrazia, un testo che svela impietosamente i mali dell’Italia ma con l’ottimismo e la determinazione che chi non si limita a definire un problema ma ne fornisce anche la soluzione. Valida anche per i problemi della Comunità

Conta e racconta. Memorie di un ebreo di sinistra

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Ottant’anni di storia e di politica italiana nell’autobiografia di Amos Luzzatto. L’infanzia sotto il fascismo, l’adolescenza in Palestina dove la sua famiglia ripara dopo l’emanazione delle leggi razziali, il ritorno nell’Italia liberata, la nascita dello Stato d’Israele, la militanza nel PCI, l’abbandono del Partito al quale tuttavia sarebbe stato destinato a tornare, il ’68, l’impegno nelle comunità ebraiche italiane che lo porterà alla presidenza dell’Ucei, il rapporto con la nuova destra, il viaggio di Gianfranco Fini in Israele, il difficile equilibrio fra ebraismo e sionismo, gli ebrei e la politica, la laicità e la religione, la professione medica, gli studi biblici.

La lunga strada dal Reno al Giordano

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Molti di coloro che sono sfuggiti alla Shoà, sopravvivendo nei campi o riuscendo a nascondersi, hanno adempiuto a quel dovere della memoria così insistentemente sottolineato da Elie Wiesel. Le testimonianze sono tante e vanno tutte accolte con rispetto e con commozione. Alcune però ci colpiscono più di altre, per la lucidità dello sguardo, per la chiarezza dell’esposizione o magari perché ci raccontano dei particolari inediti di un ambiente familiare.
E’ il caso del libro di Arno Baehr, La lunga strada dal Reno al Giordano, pubblicato qualche mese fa da Giuntina (pp.148, € 13).

Il Mein Kampf pubblicato in Germania

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di un’edizione commentata del Mein Kampf, con il sostegno, o comunque con la non opposizione di una parte delle comunità ebraiche tedesche è una notizia che può sorprendere. Qualcuno deve aver pensato che nell’epoca di internet quando per leggere il Mein Kampf come I Protocolli dei savi anziani di Sion è sufficiente navigare in rete e scaricare, la cultura dell’interdetto non sia efficace.

Non è un ragionamento improprio. Ma è troppo semplicistico.

Yeled Cuz, Michal e Nur sui campi di cotone

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di Yeled Cuz, Michal e Nur sui campi di cotone presentano Israele, come recita il titolo, “dopo”. Dopo il ritorno alla Terra promessa. Dopo gli anni eroici della realizzazione dei kibbuzim. Dopo lo sterminio della Seconda guerra mondiale. Dopo la creazione dello Stato di Israele. Quelle drammatiche esperienze sembravano aver forgiato una generazione capace di respingere qualsiasi attacco e capace di percorrere la difficile strada della pacifica convivenza con i vicini

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