di Davide Cucciati
Trump sta dando forma a una diplomazia fatta di relazioni dirette, marketing dell’immagine, pressioni pubbliche, telefonate “riparative”, e una narrativa ossessiva del risultato. I metodi “trumpiani” non hanno risparmiato neppure il primo ministro israeliano Beniamin Netanyahu. È una diplomazia trattata come impresa personale, reputazione come marketing, alleanze come fatture, risultati come prodotto comunicativo.
Attualità e news
Hezbollah riapre il fronte nord di Israele. È la prima volta dal cessate il fuoco
di Nina Prenda
L’attacco missilistico è “vendetta per il sangue del leader supremo dei musulmani, Ali Khamenei”, dice il gruppo di procura iraniano. Netta la risposta dell’esercito israeliano, con bombardamenti nel paese, compresa la capitale Beirut.
L’ora decisiva dell’Iran
di Davide Cucciati
RID, Rivista Italiana Difesa, prevede la prosecuzione delle operazioni di soppressione e distruzione dei sistemi balistici, dai siti di stoccaggio agli impianti di produzione fino ai lanciatori. E mentre ci si chiede quando finirà il conflitto, si pensa al futuro: se davvero il regime cadrà, sarà la soluzione transitoria proposta dal principe Reza Pahlavi ad avere la meglio, o domineranno le fratture interne?
Francia: disegnate due svastiche in quello che fu il campo di internamento di Drancy
di Maia Principe
Lì durante la Seconda guerra mondiale furono internati circa 63.000 ebrei prima di essere deportati nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau. Le due croci sono state disegnate in due diversi atri di edifici. Una, di pochi centimetri di diametro, è stata disegnata al piano terra, mentre l’altra, di quasi un metro di diametro, si trova al quinto e ultimo piano dell’edificio, molto fatiscente e in fase di ristrutturazione.
L’ex ostaggio a Gaza Matan Angrest parla per la prima volta: gli interrogatori e le torture subiti da Hamas
di Nina Deutsch
Per la prima volta dal suo rilascio, l’ex ostaggio rompe il silenzio e sceglie di raccontare ciò che ha vissuto: l’attacco del 7 ottobre, la cattura, le ferite, gli interrogatori e le torture durante una prigionia durata oltre due anni nelle mani di Hamas. Una testimonianza dolorosa e necessaria, pronunciata con fatica ma lucidità, che restituisce il volto umano di una sopravvivenza segnata dal trauma e dall’inizio di un lungo e complesso percorso di riabilitazione.
Al convegno di Al Jazeera, Francesca Albanese siede a fianco del leader di Hamas e indica il “nemico dell’umanità”: Israele
di Paolo Salom
[Voci dal lontano Occidente] È un personaggio screditato. Meriterebbe senz’altro l’oblio. Eppure credo sia venuto il momento di parlarne. Perché Francesca Albanese, che si fregia del titolo di Inviata dell’Onu per i territori palestinesi occupati, ha un potere reale. Che è quello di far male a Israele e agli ebrei
Azzam al Ahmad, segretario generale del comitato esecutivo dell’OLP: “Hamas non va disarmata”
di Davide Cucciati
Il segretario generale del comitato esecutivo dell’OLP ha respinto come “inaccettabile” ogni richiesta di disarmo di Hamas e ha aggiunto che l’OLP “non l’ha mai considerata un’organizzazione terroristica”, definendola “parte del tessuto nazionale palestinese”. Ma secondo un alto funzionario palestinese, le parole di Al Ahmad non rifletterebbero la linea dell’OLP o dell’Autorità Palestinese. In ogni caso, la società palestinese si conferma eterogenea.
Legge sull’antisemitismo? Magari sì, magari no… Va in scena la (sconcertante) bagarre politica
di Davide Cucciati
Che cos’è davvero il nuovo antisemitismo di oggi? Quale forma mutante sta prendendo? Come contrastare un fenomeno in crescita? La politica si interroga: tra proposte di legge e dibattito aperto. Ma non mancano opposizioni interne alla sinistra, per esempio contro il DDL Delrio giudicato troppo filo-Israele. Le opinioni di Sergio Della Pergola e Iuri Maria Prado. Un tema caldissimo
Missili russi, petrolio cinese: la rete di sicurezza della Repubblica islamica
di Davide Cucciati
Russia e Cina offrono al regime ossigeno militare, politico e finanziario, rendendo più difficile trasformare le proteste in un reale cambio di equilibrio. Per questo la coerenza occidentale conta, se si vuole colpire i Pasdaran bisogna anche guardare a Mosca e a Pechino.
Notte di fuoco su Israele. Dai raid su Teheran alla strage di Beit Shemesh: l’escalation che scuote il Medio Oriente
di Anna Balestrieri
Nel giro di meno di 48 ore, il conflitto tra Israele, Stati Uniti e Iran è passato da un’offensiva militare mirata a uno scontro aperto con vittime civili, missili sulle città e un terremoto politico ai vertici della Repubblica Islamica.
Non solo elettori: il ruolo (e i problemi) degli immigrati dell’Est e l’alyiah di guerra di Israele
di Anna Lesnevskaya
Il quarto anniversario dell’invasione russa dell’Ucraina. L’aliyah di guerra tra difficoltà di integrazione, discriminazione e costruzione di una nuova identità. Il dramma dei giovani immigrati in cerca di una patria. Come russi e ucraini in Israele sono visti dalla politica: un serbatoio di voti difficile da gestire
Il giorno più felice: gli iraniani a Milano in piazza festeggiano la morte del loro dittatore
di Sofia Tranchina
MILANO – Piazza Duomo si riempie di leoni gialli, stelle blu e strisce rosse. Gli iraniani festeggiano la morte del loro dittatore. Khamenei, “forse”, è morto. I primi lanci d’agenzia iniziano a circolare nel primo pomeriggio di sabato 28 febbraio. Le redazioni parlano al condizionale, i social esplodono. Nelle chat Telegram e WhatsApp degli iraniani in diaspora rimbalza la stessa domanda: «È vero?».














