L’Esercito iraniano tra potere e sospetto: minaccia o strumento del Regime?

Mondo

di David Zebuloni
Marginalizzato dalla vittoria della Rivoluzione khomeinista del 1979, l’esercito iraniano ha un elevatissimo numero di combattenti, di diverse etnie, non tutti fedeli al regime islamista e alla sua ideologia rivoluzionaria, e per questo è guardato con sospetto dal regime. “È plausibile che si rivolti contro il regime, facendolo cadere” spiega Ronen Itzik, capo della sezione esercito-società presso il David Institute for Security Policy.

Grecia: confermate le accuse del partito neonazista “Alba Dorata” come organizzazione criminale

Mondo

di Pietro Baragiola
Nella sua ultima istanza il processo d’appello, iniziato nel 2022, ha ufficialmente respinto gran parte dei ricorsi presentati dalla difesa, ha confermato la responsabilità dei dirigenti del partito di aver guidato una struttura che organizzava violenze tramite le cosiddette “squadre d’assalto” e ha ribadito la loro colpevolezza in crimini efferati quali: il pestaggio di pescatori egiziani nel 2012 e l’omicidio del rapper antifascista Pavlos Fyssas nel 2013.

Gli ebrei irlandesi contano 143 incidenti antisemiti in sei mesi attraverso un nuovo sistema di segnalazione

Mondo

di Ludovica Iacovacci
Gli ebrei in Irlanda hanno segnalato oltre 100 incidenti antisemiti attraverso un nuovo sistema di segnalazione comunale (a distanza di sei mesi dal suo lancio), secondo un nuovo rapporto. I risultati pubblicati all’inizio della settimana del Consiglio Rappresentativo Ebraico d’Irlanda costituiscono il primo tentativo di documentare gli incidenti antisemiti in Irlanda.

Donald Trump

Dopo Khamenei: Trump frena su Pahlavi e la variabile curda pesa sul terreno

Mondo

di Davide Cucciati
La guerra contro il regime iraniano sta ponendo la domanda sul “day after”. Donald Trump ha scelto di affrontarla subito, con una frase che sposta il baricentro lontano dai simboli dell’opposizione in esilio. Nel frattempo, sul terreno e nell’area di confine, la possibile “carta curda” viene descritta come una leva per aumentare la pressione sul regime

La “soft war”: Wikipedia accusata di riscrivere la storia iraniana

Mondo

di Pietro Baragiola
Nella voce è indicato solo come“guida suprema della Repubblica Islamica dal 1989, figura religiosa e politica centrale del sistema iraniano”, e non compare alcun riferimento diretto alle gravi accuse rivolte al suo regime. Le stesse repressioni violente vengono riassunte in formule attenuate che affermano che il leader “ha affrontato numerose proteste”.

Truppe delle guardie della Repubblica islamica (IRGC)

Dagli attacchi isralo-americani, l’Iran ha perso i contatti con i suoi proxy

Mondo

di Maia Principe
Le fazioni palestinesi sia all’interno che all’esterno di Gaza, in particolare Hamas e la Jihad Islamica, hanno perso i contatti con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniano da quando gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato a lanciare attacchi su larga scala contro l’Iran lo scorso fine settimana. Lo riporta il quotidiano arabo Asharq Al-Awsat, ripreso dal sito Algemeiner.

Hezbollah

Hezbollah trascina il Libano nella crisi, Beirut dichiara illegale la sua ala militare. Cosa dicono gli esperti

Mondo

di Sofia Tranchina
Il Consiglio dei ministri libanese ha dichiarato illegali tutte le attività militari e di sicurezza di Hezbollah, ordinato la consegna delle armi allo Stato e incaricato le Forze Armate Libanesi di procedere al disarmo «anche con la forza se necessario». Il presidente Joseph Aoun commenta: «C’è una parte (Hezbollah) che vuole trascinare il Paese in questioni che non ci riguardano». Il dubbio è: le misure verrano davvero applicate?

Donald Trump

Trump tende la mano al Qatar: “Non siete il male”. Quando la diplomazia diventa un’impresa personale

Mondo

di Davide Cucciati
Trump sta dando forma a una diplomazia fatta di relazioni dirette, marketing dell’immagine, pressioni pubbliche, telefonate “riparative”, e una narrativa ossessiva del risultato. I metodi “trumpiani” non hanno risparmiato neppure il primo ministro israeliano Beniamin Netanyahu. È una diplomazia trattata come impresa personale, reputazione come marketing, alleanze come fatture, risultati come prodotto comunicativo.