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Più tempismo per le iniziative a Milano

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che Mosaico ha dedicato alla manifestazione di solidarietà per Israele del 18 luglio scorso, leggo che l’iniziativa ha visto la partecipazione di “moltissime persone, tante delle quali non ebree”: da testimonianze dirette le stime variano da poco meno a poco più di 300 persone

Manifestazione per Israele

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Amici D’Israele, in collaborazione con la Comunità ebraica di Milano e con la Federazione delle associazioni Italia Israele, organizza per oggi, martedì 18 luglio, alle ore 19, in via Larga 26 a Milano (sotto le finestre del Consolato libanese) una manifestazione di sostegno allo Stato d’Israele e al suo diritto di autodifesa.

Durante la manifestazione verrà consegnata al Consolato libanese una lettera aperta in cui si chiede la liberazione immediata dei due soldati rapiti e il rispetto della decisione del consiglio di sicurezza dell’ONU, numero 1559, che chiede al Governo libanese il disarmo di Hezbollah e il dispiegamento dell’esercito libanese lungo il confine sud che separa Libano da Israele.

Il congresso del rinnovamento

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Consiglio dell’Unione delle comunità, la minoranza ebraica che vive in questo Paese apre una nuovo, difficile capitolo nella sua storia bimillenaria.
L’aria di rinnovamento, il desiderio di raccogliere le sfide che il futuro ci mette davanti, si possono ora toccare con mano, sono diventati quasi tangibili. Si tratta di un fattore importante che sembra ormai difficile negare, da qualunque punto di vista si osservi quanto accaduto. Per certi versi le scelte elettorali che hanno recentemente portato al rinnovo del consiglio della Comunità ebraica di Milano si sono riprodotte nuovamente, a distanza di poche settimane, su scala nazionale.

Ecco i nostri nomi

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Decine di tombe del cimitero ebraico di Milano sono state profanate da ignoti. Un’agghiacciante azione che mira a devastare la memoria e la dignità si è ripetuta ora facendo cadere i suoi effetti vicino a noi. Si tratta, hanno commentato a caldo i dirigenti ebraici italiani, a cominciare dal rabbino capo di Milano rav Alfonso Arbib, di un atto gravissimo. È certo vero, ma, ed è ancora peggio, direi che si tratta di un fatto coerente con il clima che da parte di alcuni si sta cercando di instaurare in questo Paese. Quando con la scusa dell’antisionismo si vogliono lasciar passare vignette infami, quando si pretende di eleggere a ministro della Repubblica un personaggio che continua impunito e senza temere il ridicolo a connettere il concetto di “razza” alle vicende del popolo ebraico, allora anche episodi come quello del cimitero di Milano divengono possibili. Pubblichiamo qui di seguito tutti i nomi delle sepolture coinvolte nello scempio. Riguardano il campo 8 e alcune lapidi dei campi 4 e 5.

Un progetto per l’Unione

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Claudio Morpurgo, il nuovo presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, sta affrontando in queste settimane di primavera un impegno molto intenso. Giunto recentemente al vertice dell’istituzione centrale che rappresenta le comunità ebraiche

Sembra che il mio vicino di casa sia ebreo

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Anzi, ormai è una certezza. Non me ne sono reso conto da solo. E non me ne ha avvertito lui, nei rapidi incontri mattutini, quando ci si saluta appena e ci si incrocia assonnati prima di metterci in strada per i nostri rispettivi itinerari di lavoro. Me lo ha fatto presente l’allarmata padrona dell’abitazione che occupa in quanto affittuario.

Rav Di Segni visita la moschea di Roma

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molti giri di parole, per comprendere bene l’importanza della visita che il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni ha compiuto alla moschea della capitale. Si è trattato di un avvenimento di grande significato simbolico, che le scadenze elettorali alle porte e i rischi ad esse connessi di ogni genere di strumentalizzazione non sono riuscite ad offuscare.
E si è trattato anche di raccogliere i frutti del lavoro di un’amministrazione comunale, quella romana, avveduta ed intelligente nell’affrontare i grandi temi della multiculturalità e della diversificazione che tormentano la società italiana contemporanea.

La visita di Ciampi al Museo ebraico di Roma e alla Sinagoga

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Carlo Azeglio Ciampi al nuovo Museo ebraico di Roma e agli ebrei della più antica comunità della Diaspora ha segnato un momento lieto e importante. Non c’è bisogno di commentare lo spessore e la rettitudine con cui il presidente ispira fiducia a tutti gli italiani in buona fede e a maggior ragione la sua capacità di costituire un punto di riferimento per tutti i cittadini, a cominciare da quelli che appartengono alle minoranze religiose, etniche e culturali in Italia.

Il Caso Mantova

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“La Comunità ebraica di Mantova e l’Ucei hanno già intrapreso un’azione civile contro il giornale Voce di Mantova e il suo direttore Davide Mattellini, e chiedono ognuna 50 mila euro di danni, da destinare a borse di studio sulla Shoah e sull’antisemitismo e a istituti di storia

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