Israele

Israele contro i diplomatici olandesi per le sanzioni sugli insediamenti

Israele

di Nathan Greppi
Il Ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha revocato le credenziali di tutti i diplomatici olandesi che operano presso l’Ufficio di Rappresentanza dei Paesi Bassi a Ramallah, citando come motivazione l’adozione da parte del governo olandese di politiche antisraeliane, e in particolare la messa al bando dell’importazione di prodotti provenienti dai territori e dagli insediamenti.

A quasi tre anni dal 7 ottobre, Israele continua a cercare i responsabili dei rapimenti

Israele

di Anna Balestrieri
A quasi tre anni dall’attacco del 7 ottobre 2023, la caccia agli uomini coinvolti nei rapimenti degli ostaggi israeliani continua. Domenica 27 settembre l’esercito israeliano e lo Shin Bet hanno annunciato l’uccisione di Saher Nidal Latfi Sakr, identificato come uno degli uomini che rapirono Noa Argamani e il suo compagno Avinatan Or dal festival Nova. Secondo l’IDF, Sakr era affiliato a organizzazioni jihadiste attive nella Striscia di Gaza e durante la guerra avrebbe inoltre fornito armi ad Hamas e contribuito alla preparazione di attacchi contro militari e civili israeliani.

Da sinistra nadav Kali e Ofek Moalem

Due riservisti israeliani uccisi a Gaza dall’esplosione di un drone

Israele

di Anna Balestrieri
Le vittime sono il sergente maggiore della riserva Nadav Kali, 24 anni, di Har Halutz, nel nord di Israele, e il sergente maggiore della riserva Ofek Moalem, 23 anni, di Gerusalemme. Entrambi prestavano servizio nel 7007º battaglione della Brigata di Gerusalemme, parte della 16ª Brigata. Un drone esplosivo dell’esercito, precipitato all’interno di un avamposto, è esploso mentre i due si avvicinavano per controllarlo.

Attacco vicino a Neveh Tzuf, un israeliano ucciso: preso l’attentatore

Israele

di Anna Balestrieri
Un uomo israeliano sulla trentina è rimasto ucciso in un attacco nei pressi di Neveh Tzuf, a nord di Ramallah. Secondo le prime informazioni, l’aggressore avrebbe aperto il fuoco contro alcuni israeliani che si trovavano presso una sorgente, prima di fuggire. È stato poi preso dall’esercito.

 

Immagine del report Caso 7.10

Sette ottobre, la domanda che Israele non riesce a chiudere. Cosa sapeva Netanyahu? Le famiglie chiedono giustizia

Israele

di Nina Deutsch
A poche settimane dalle elezioni del 27 ottobre, la tragedia più dolorosa della storia recente di Israele torna al centro della scena politica. Un dossier di 12 pagine presentato dai parenti delle vittime e degli ostaggi ricostruisce quindici anni di decisioni, avvertimenti e scelte strategiche che, secondo gli autori, avrebbero contribuito a creare le condizioni per l’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023.

Circa 20mila nuovi immigrati in Israele dall’ultimo Rosh Hashanà

Israele

di Nina Prenda
Il crescente numero proveniente dai Paesi occidentali ha dimostrato che il crescente antisemitismo in tutto il mondo, insieme alla crescita del fervore sionista e dell’identità ebraica dopo gli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, sta portando più ebrei a spostare la loro vita in Israele. L’aliyah dalla Francia è aumentata del 65% – 4.364 nuovi immigrati, quella dagli Stati Uniti è aumentata del 15% – 3.333 nuovi arrivi – mentre quella dal Regno Unito ha raggiunto un massimo, in 40 anni, di 975 persone.

Israele chiude il consolato britannico a Gerusalemme dopo le sanzioni sugli insediamenti

Israele

di Anna Balestrieri
Sale drasticamente la tensione tra Israele e Regno Unito dopo l’annuncio britannico di restrizioni commerciali contro i prodotti provenienti dagli insediamenti israeliani in Cisgiordania (Giudea e Samaria). Londra ha annunciato le proprie misure insieme ad altri undici Paesi; poche ore dopo, il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar ha comunicato una serie di contromisure, tra cui la chiusura del consolato britannico a Gerusalemme.

 

Fuga di cervelli: l’esodo dei medici israeliani cresce, 1400 negli ultimi 3 anni

Israele

di Nina Prenda
Israele ha perso un totale netto di 509 medici nel 2023 e nel 2024, pari a una media di circa 255 medici all’anno. Alcuni medici stanno lasciando Israele in modo permanente, mentre altri viaggiano all’estero per una formazione temporanea, ma alla fine decidono di rimanere. Secondo i ricercatori, questa tendenza potrebbe danneggiare la qualità della formazione della prossima generazione di medici israeliani, soprattutto se il numero di medici che emigrano per almeno un anno continua a crescere.