Una storia dei marrani

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ai volumi di non grandi dimensioni della collana principale, quella intitolata a Schulim Vogelmann, anche se ormai siamo piacevolmente abituati anche allo stile molto diverso della collana di narratori israeliani contemporanei, che pubblica romanzi sempre di grande interesse e di intrigante lettura. La semplicità e il rigore grafico della collana “Schulim Vogelmann” non solo la rendono subito individuabili sui banchi delle librerie e sugli scaffali delle biblioteche casalinghe (e il passare degli anni non fa che renderne più evidente la sobria eleganza, ma la rende anche quasi un unicum nel panorama editoriale italiano così affannato a cambiare quanto più in fretta possibile le grafiche, i formati, il nome delle collane ).

La storia di Tullia

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sull’ebraismo, recita il sottotitolo, ed il libro è sicuramente anche questo, ma è anche qualcosa di diverso e di più. È la storia della vita di una ebrea milanese di nascita, ma davvero “cittadina del mondo”, la storia del suo impegno civile rigorosamente laico e pienamente ebraico. E attraverso le vicende personali e i ricordi di colei che è stata la prima donna a diventare presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, è quasi un secolo di storia italiana che si dipana sotto i nostri occhi. Guardati dal punto di vista della minoranza ebraica, ma proprio per questo, in maniera tale da riflettere pienamente tutte le particolarità e le caratteristiche di tutta la storia italiana.

La prima guerra di Israele

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ma soprattutto per il punto di vista, nuovo per il pubblico italiano. La guerra di indipendenza di Israele è descritta dal punto di vista della storia militare. Certo non solo da quello, non sarebbe possibile comprendere gli avvenimenti del biennio 1947-49, senza esaminare anche la situazione sociale e politica dei contendenti, ed anche lo sviluppo degli avvenimenti a livello diplomatico ha una importanza fondamentale. Tutti questi aspetti nel libro ci sono assieme ad un primo capitolo in cui si raccontano gli antefatti . Ma la prospettiva principale è volta a seguire gli avvenimenti bellici del tormentato biennio che vide alla fine la nascita e la vittoria dello Stato di Israele, nel loro succedersi e nel loro accavallarsi.

Israele e la Shoah

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Il risvolto di copertina ci dice che Idith Zertal è tra le figure più note nel dibattito pubblico e storiografico di Israele e che oggi insegna storia contemporanea e cultural studies all’Università Ebraica di Gerusalemme. Ci dice anche che questo libro, prima di essere tradotto in italiano è stato edito in Francia e Gran Bretagna, dove “ha suscitato vivaci discussioni”. In effetti il tema del libro si presta sicuramente a discussioni e a prese di posizione diverse, e sicuramente non gli giova la scelta dell’editore italiano di sottotitolarlo La nazione e il culto della tragedia con la copertina occupata da una stele di marmo bianco sovrastata dal Maghen David.

Premio letterario Adei Wizo

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dedicato alla narrativa ebraica per far conoscere il mondo ebraico nelle sue molteplici realtà, premia quest’anno, fra i molti volumi pubblicati nel 2006, autori di diversi paesi. Il 1° classificato per la sezione narrativa è Una tromba nello uadi, dello scrittore israeliano candidato al Premio Nobel e Presidente dell’Associazione israeliana per i diritti umani Sami Michael (Ed. Giuntina). Il 1° classificata per la sezione narrativa ragazzi è invece Dieci bottiglie verdi della scrittrice canadese Vivian Jeanette Kaplan (Ed. Il punto d’incontro). Entrambi gli autori presenziano alla cerimonia di Firenze, a Palazzo vecchio, il 17 ottobre.

Ti seguirò ad occhi chiusi

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Rina Frank è l’autrice di un vero e proprio “caso” letterario in Israele nel 2005 con il romanzo Ogni casa ha bisogno di un balcone, in cui narrava le vicende, negli anni Cinquanta, di una bambina ebrea proveniente dalla Romania che cresce, con la sorella e i genitori, nel cuore di Haifa, in un quartiere con molti problemi sociali. In questo Ti seguirò ad occhi chiusi la protagonista Rina, che abbiamo già conosciuto nel romanzo precedente, vive un momento particolarmente difficile.

Zubin Mehta: La partitura della mia vita

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è nato in India, a Bombay, nel 1936 da una famiglia Parsi. Riceve i primi insegnamenti dal padre Mehli Mehta fondatore della Bombay Symphony Orchestra. Nel 1961 aveva già diretto le celebri
orchestre Filarmoniche di Vienna, Israele e Berlino. Dal ’61 è diventato direttore stabile della Israel Philharmonic Orchestra. Mosaico lo ha intervistato in occasione dell’uscita del suo libro La partitura della mia vita.

Chiude in bellezza l’XI Festivaletteratura di Mantova,

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oltre 60mila presenze in 5 giorni, con il fascino di una splendida città d’arte come sfondo e l’emozione di incontrare per le vie del centro o ai tavolini del caffè, i protagonisti della letteratura del terzo millennio, di solito così difficili da avvicinare.
Segnaliamo in particolare l’incontro con Stefano Levi Della Torre e Paolo De Benedetti su La sofferenza di Dio

Mantova letteraria

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per l’undicesima volta, dal 5 al 9 settembre Mantova si trasforma nella città delle lettere, della musica e delle arti, e la sua splendida cornice storica, dove è rimasto intatto fino ad oggi il fascino voluto dai Gonzaga, è pronta ad accogliere, tra piazze, teatri, palazzi e giardini, i protagonisti della letteratura internazionale, nel corso dell’XI Festivalletteratura, evento seguito ogni anno da migliaia di appassionati lettori ed importante punto di riferimento del mondo culturale.

Eugenio Gentili Tedeschi: testimonianze

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uomo di cultura e di fede laica, ebreo. Questo il ritratto di Eugenio Gentili Tedeschi, tratteggiato in Testimonianze, l’ultimo libro in suo ricordo pubblicato da Alinea, a cura di Giovanni Denti e Orsetta Ronchetti.
Una lettura che ci accompagna alla scoperta di uno dei più importanti progettisti della scena milanese dal dopoguerra ai giorni nostri, attraverso ricordi dei suoi allievi e collaboratori, interviste rilasciate da Gentili Tedeschi alla curatrice e racconti, nei quali l’architetto disegna la sua gioventù di partigiano.

Nel baratro con Clara

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un mystery nella quarta. Forse è più vicino al secondo genere che alla classica nozione di giallo, alla Agata Christie o alla Simenon, per intenderci.
In ogni caso una lettura avvincente, tipicamente estiva, anche se il tema di fondo è una vicenda che affonda le sue radici nel periodo 1939 – 1945 in Francia ed nella persecuzione e deportazione degli ebrei.
La vicenda si svolge ai nostri giorni, a Parigi, ed ha come scenario il Marais, il quartiere ebraico, e i suoi immediati dintorni.

Festival della letteratura israeliana a Bologna

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Palazzo Poggi ospita il Festival di letteratura israeliana Lo’ ha-kol havalim – Non tutto è vanità, organizzato dal Museo Ebraico di Bologna con il patrocinio di Provincia di Bologna, Regione Emilia-Romagna e Ambasciata di Israele: una serie di quattro serate in cui attori come Ivano Marescotti, Ugo Pagliai e Gioele Dix leggeranno i grandi scrittori israeliani di ieri e di oggi, accompagnati dalle note del chitarrista Emanuele Segre.

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