Giovani artisti italiani e israeliani pensano ad un “nuovo” Mediterraneo

Taccuino

di Leone Finzi

Guy Yanay, Holiday

Qual è il “senso” del Mediterraneo? Quale significato assume, nel nostro profondo la parola “Mediterraneo” e quali sensazione produce in noi questa parola?

Mare, culla della civiltà europea, ma anche luogo di scambio, bacino di comunicazione fra Europa e Vicino Oriente. Quanti viaggiatori, quanti commercianti, quanti migranti hanno attraversato il Mediterraneo da una sponda all’altra, alla ricerca di fortuna, di riparo, di avventura?

Il Mediterraneo è stato per secoli il “crocevia” per antonomasia.
Oggi pronunciare la parola “Mediterraneo”, fa venire in mente tutt’altro: scontri, guerre, rivolte, migrazioni di massa, morti e violenza. Il Mediterraneo oggi appare come un mare sfigurato, irriconoscibile per chi ne conosca anche solo un poco la storia.
La speranza di tutti è che esso torni ad essere quel crocevia di genti e culture che fu lungo i secoli prima del nostro. Ma come? Attraverso la politica, la diplomazia, la solidarietà, certo, ma anche perchè no, attraverso iniziative che agiscono, dovrebbero agire, sulle coscienze di ciascuno di noi. L’arte per esempio.

Proprio questo è stato lo scopo del concorso indetto dall’Associazione Amici del Museo di Tel Aviv (AMATA), dal titolo “Italia-Israele. I sensi del Mediterraneo”: esprimere e rappresentare l’idea e il senso del Mediterraneo, nell’ottica di trasmettere un messaggio diverso da quello a cui ci hanno abituato le cronache, di un Mediterraneo cioè come luogo del dialogo – e di cui l’arte è un medium possibile.
Al concorso hanno partecipato più di cento giovani artisti italiani e israeliani. Fra i concorrenti, la giuria, composta da Piero Addis, Jean Blanchaert, Maria Giuseppina Caccia Dominioni, Andrea Fustinoni, Roberto Morese, Giulia Puri Negri, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, e presieduta da Anna Sikos, (presidente di AMATA), ha scelto diciannove opere fra dipinti, sculture, fotografie, video-installazioni.
Queste opere vengono esposte a Milano dal 3 al 22 maggio, all‘HangarBicocca di via Privata Chiese 2.
La mostra, voluta da AMATA e patrocinata dai comuni di Milano e Tel Aviv, ha il fine ultimo di promuovere il dialogo e la conoscenza reciproca tra Italia e Israele – due paesi che si assomigliano più di quanto si possa immaginare.

“Ancora una volta l’arte apre la strada al dialogo e alla cooperazione – scrive il Sindaco del Comune di Milano Letizia Moratti nella prefazione del catalogo della mostra. Il Mediterraneo ne ha bisogno. Milano e Israele sono già al servizio di questa collaborazione: il solo che possa costruire davvero una pace, una convivenza e uno sviluppo duraturi”.

“Non ho dubbi che questo importante progetto rinforzerà ulteriormente le relazioni culturali tra i nostri due paesi mediterranei, Israele e Italia”, ha dichiarato a sua volta il Sindaco di Tel Aviv, Ron Huldai.

Gli artisti italiani vincitori del concorso AMATA sono: Francesca Arri, Roberta Baldaro, Claudio Beorchia, Roberta Bernasconi, Francesco Bertocco – Matteo Cremonesi, Simone Crestani, Valentina Ferrandes, Andrea Nevi – Eleonora Beddini, Micol Roubini – Lorenzo Casali, Gianluca Russo. I vincitori israeliani sono invece Oren Ben Moreh, Michal Blumenfeld, Tarin Gartner, Reuven Israel, Talia Israeli, Guy Yanai, Sharon Pazner, Anat Rozenson, Ester Schneider.

La mostra, a cura di Martina Corgnati,  è patrocinata dall’Ambasciata Italiana, dall’Istituto Italiano di Cultura d’Israele, dall’Ambasciata Israeliana in Italia, dalla Regione Lombardia, dai Comuni di Milano, Tel Aviv e Santa Margherita Ligure e con l’Alto Patrocinio del Presidente della Repubblica Italiana.

ITALIA-ISRAELE. I SENSI DEL MEDITERRANEO
3-22 maggio 2011
HangarBicocca
via Privata Chiese, 2 Milano
Apertura al pubblico: da martedì a domenica: ore 11 – 19, tranne giovedì dalle ore 14,30 alle 22. Lunedì: chiusura
Ingresso libero
Info: HangarBicocca Tel. 02 66111573

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