“NAZA: The Real Story”: il controdocumentario israeliano che risponde al film su Gaza

Personaggi e Storie

di Pietro Baragiola
Come NAZA, anche il nuovo documentario porta gli intervistati sui tetti di Tel Aviv, ma sostituisce le testimonianze anonime raccolte nel primo film con quelle di comandanti dell’IDF, ufficiali dell’intelligence e soldati che affermano di avere partecipato direttamente alle operazioni nella Striscia. Il film è distribuito gratuitamente sul proprio sito con sottotitoli in inglese, in modo da “rendere la verità accessibile a tutti”.

Stessi tetti di Tel Aviv, stessa guerra, due racconti opposti. Mentre NAZA, il documentario di Yuval Abraham e Rachel Szor sulle operazioni militari israeliane a Gaza, continua la sua corsa internazionale, da Israele è arrivata una risposta diretta intitolata NAZA: The Real Story.

Questo controdocumentario della durata di circa 49 minuti è stato diretto dal tenente colonnello Roi Danino, Hagai Gutman e Ariel Averbuch con l’obiettivo di contestare le conclusioni del film di Abraham e Szor.

Anche la scelta visiva non è casuale: come NAZA, anche il nuovo documentario porta gli intervistati sui tetti di Tel Aviv, ma sostituisce le testimonianze anonime raccolte nel primo film con quelle di comandanti dell’IDF, ufficiali dell’intelligence e soldati che affermano di avere partecipato direttamente alle operazioni nella Striscia.

Due racconti della stessa guerra

NAZA, prodotto dal Guardian e dalla JW Films, raccoglie i racconti di 24 testimoni tra militari e membri dell’intelligence in modo da ricostruire il funzionamento dei sistemi utilizzati dall’esercito per individuare e colpire gli obiettivi a Gaza, compreso l’impiego di strumenti algoritmici e il calcolo preventivo delle possibili vittime civili. I registi hanno dichiarato che l’inchiesta alla base del film si basa su oltre 100 fonti, documenti riservati e tre anni di lavoro giornalistico.

Ciononostante, l’IDF ha respinto questa ricostruzione, sostenendo che il documentario contenga numerose inesattezze e che alcune delle persone intervistate non dispongono della conoscenza necessaria per descrivere l’intera catena decisionale. Il film è stato duramente contestato anche dal premier Benjamin Netanyahu che lo ha definito “un incitamento scioccante”.

 

È partendo da questo scalpore che si inseriscono le testimonianze di NAZA: The Real Story, i cui protagonisti descrivono una guerra combattuta in un ambiente nel quale “distinguere civili e miliziani era spesso estremamente difficile”. Qui i testimoni parlano di combattenti di Hamas senza uniforme, armi e tunnel all’interno di edifici civili e infrastrutture militari collocate in abitazioni, scuole, moschee e strutture sanitarie.

A differenza del primo documentario, NAZA: The Real Story mostra inoltre fotografie, filmati e documenti che servono a sostenere queste testimonianze e che sono ufficialmente autorizzati alla pubblicazione.

I temi principali

Uni dei punti centrali del confronto tra i due progetti riguarda le procedure che precedevano l’aprire il fuoco. Gli ufficiali intervistati nel controdocumentario sostengono che gli attacchi fossero sottoposti a una catena di autorizzazioni e che, in presenza di dubbi sull’identificazione di un obiettivo, la regola fosse quella di non sparare.

È una ricostruzione ben diversa dalla tesi di NAZA, secondo la quale durante la guerra sarebbero state progressivamente allentate le garanzie destinate a limitare le vittime civili.

NAZA: The Real Storu affronta anche la questione degli aiuti umanitari attraverso la testimonianza di diversi comandanti dell’IDF che raccontano come numerosi convogli sono entrati nella Striscia solo per essere catturati con la forza da Hamas e spiegano le difficoltà incontrate dall’esercito nel garantire l’ingresso degli aiuti mentre proseguivano i combattimenti.

Particolare spazio viene infine dedicato agli ostaggi, con gli intervistati che descrivono le operazioni per cercarli nei tunnel e sostengono che la loro presenza abbia rappresentato un ulteriore limite alla possibilità di colpire determinate aree.

Il confronto tra i due film arriva mentre NAZA continua ad attirare pubblico fuori da Israele, pronto ad una distribuzione in oltre 50 territori. NAZA: The Real Story, invece, garantisce fin dall’inizio la distribuzione gratuita sul proprio sito con sottotitoli in inglese, in modo da “rendere la verità accessibile a tutti”.

Il risultato è una battaglia che non si combatte soltanto sui contenuti delle testimonianze, ma anche sul terreno della narrazione internazionale della guerra: da una parte 24 militari che accusano il sistema israeliano di aver accettato i livelli elevati di vittime civili; dall’altra comandanti e ufficiali che sostengono con prove che quelle operazioni sono state condotte all’interno di regole e controlli.

Documentari che partono persino dalla stessa immagine, la notte sui tetti di Tel Aviv, per offrire due ricostruzioni ben diverse tra loro di ciò che è realmente avvenuto a Gaza.