Mad Advances è un sito di divulgaizone scientifica creato da giovani ragazze che vivono fra Italia e Israele

Mada Advances, la divulgazione scientifica al femminile

di Nathan Greppi
Nella crisi che stiamo attraversando, è diventato chiaro a tutti quanto sia importante ascoltare i veri esperti per quanto riguarda la salute e la scienza. Questo è uno dei motivi per cui è nato Mada Advances, un sito gestito da giovani ricercatrici e studentesse ebree, che vivono in Italia e in Israele, per stimolare un dibattito piacevole ma serio sulle questioni scientifiche (“mada” in ebraico vuol dire “scienza”). Ce ne parla Carlotta Jarach, già collaboratrice di Mosaico e tra le fondatrici della piattaforma.

L’idea è nata all’inizio dell’anno per una ragione molto semplice. Se spesso lo scienziato e il ricercatore nell’immaginario collettivo sono sinonimo di lavoro precario e mal retribuito, la situazione si complica ulteriormente per le donne. Come sappiamo, nel panorama lavorativo esistono tuttora delle forti discriminanti di genere che si riflettono nella retribuzione e nelle diverse forme di contratto, e il settore scientifico purtroppo condivide con altri questo problema.

È questo il contesto in cui si inserisce questa iniziativa; seppure all’inizio della nostra carriera, chi più chi meno abbiamo già toccato con mano gli effetti della discriminazione di genere, che anche quando non si traduce in un salario più basso è comunque legato all’idea che la scienza non sia un affare da donne. Così ecco che abbiamo unito le forze: un team interamente al femminile, di giovani studentesse e ricercatrici, tra Roma, Milano e Tel Aviv”.

In quante siete al momento? 

La redazione, se così possiamo chiamarla, è composta da dieci persone: oltre alla sottoscritta ci sono Shirley Genah (colei che ci ha riunito, e che noi chiamiamo affettuosamente Presidentessa), Sharon Spizzichino, Nicole Pavoncello, Miriam Sonnino, Charlotte Eman, Alessia Campagnano, Giorgia Calò, Micaela Sasson e Giorgia Sasson. È un progetto che portiamo avanti da quasi un mese con costanza (pubblichiamo almeno un contenuto originale al giorno), e speriamo di poterci ampliare sempre di più, con l’aiuto che ogni futura collaboratrice (o collaboratore) vorrà darci. In queste ultime settimane sono stati davvero in tanti a contattarci, essenzialmente tramite Facebook e Instagram, con idee, spunti e articoli che usciranno nei prossimi giorni.

Quali saranno i vostri programmi nel medio/lungo termine?

Il nostro obiettivo principale è fare una corretta divulgazione; come comprensibile, da che siamo online ci stiamo concentrando sull’emergenza COVID-19, ma non da un punto di vista meramente di rincorsa della cronaca. Consapevoli che l’attenzione di tutti ora è alta su specifiche tematiche, stiamo dedicando le nostre energie per soddisfare la curiosità di tutti in proposito: da un lato spieghiamo i concetti di base (come la differenza tra virus e batteri, che cos’è un vaccino e qual è l’iter per la sua immissione in commercio), ma anche approfondimenti per coloro che sono più affini con questi argomenti.

Sul medio termine speriamo di poter parlare di altri argomenti (abbiamo già diverse rubriche in mente) e sul lungo speriamo di poter collaborare come Mada Advances con realtà più strutturate e solide, col fine ultimo di far avvicinare sempre più persone alla scienza.

Pensate che progetti come questo siano un antidoto alle bufale della rete in ambito medico?

A volte la scienza si esprime con termini complessi e poco comprensibili, e a causa di questo suo essere criptica molte persone si sentono scoraggiate nell’affrontare determinati temi e decidono di non avvicinarsi. Diventa così più facile per loro credere, anche in buona fede, a notizie che usano quello stesso linguaggio complicato dispensando nozioni non solo sbagliate ma spesso pericolose. Per questo sul nostro sito abbiamo creato una sezione dedicata alle nozioni di base della biologia sotto forma grafica, per facilitare la spiegazione dei concetti scientifici più complessi. E sempre per questo motivo abbiamo deciso di sbarcare su social network come Facebook e Instagram, perché la scienza è in realtà interessante e comprensibile a tutti.

Fare divulgazione non significa però fare una lezione universitaria, né smontare ogni bufala: significa dare al pubblico gli strumenti per andare oltre, per far sì che il lettore sviluppi autonomamente gli strumenti, la prossima volta che si troverà davanti ad una notizia dubbia, di verificarne autonomamente le fonti e la veridicità. Le persone devono avere la giusta consapevolezza di quali siano le trappole mentali per non cascarci.

Vi siete ispirate ad altri progetti simili? Se sì, quali?

Di divulgatori scientifici bravi ce ne sono molti, e li seguiamo noi in prima persona più o meno quotidianamente. Essenzialmente su Instagram e YouTube, dove persone come Beatrice Mautino, Roberta Villa, Dario Bressanini, Renato Bruni, e tantissimi altri, noti sotto il comune note di i-divulgers, riescono davvero a far appassionare a tutto, dai cosmetici alla chimica dietro all’alimentazione. Noi però ovviamente abbiamo il nostro stile e, anzi, dieci stili diversi, che però hanno trovato un equilibrio, anche abbastanza facilmente aggiungerei.

Se quindi da un punto di vista stilistico ci differenziamo dagli altri, sicuramente ci accomuna il desiderio di fare bene. Fare una buona divulgazione scientifica è un lavoro a tutti gli effetti, che richiede delle conoscenze specifiche, e si basa esso stesso su teorie e regole, non si può improvvisare. Per questo tentiamo di imparare ogni giorno, soprattutto da come si muovono firme ormai note nel panorama della comunicazione scientifica, con la speranza di dare il nostro piccolo contributo.

 

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