Ester Arditti Bornstein, eroina dello Stato d’Israele

Personaggi e Storie

 

A fine febbraio 2005, a due anni dalla sua scomparsa e’ stato inaugurato un Bel vedere/Osservatorio nelle vicinanze del kibbuz Gesher , nella valle del Giordano, in memoria di Ester Arditti Bornstein, eroina dello Stato d’’Israele.
La cerimonia si e’ svolta vicino all’’Osservatorio, alla presenza dei familiari, amici, di rappresentanti del Ministero del Turismo, dell’’Aviazione israeliana, dell’’Ambasciatore d’’Italia in Israele Sandro De Bernardin, del dr. Sergio Bianchi del Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme e del sig. Beniamino Lazar, Presidente del Com.It.Es. israeliano.
Ester Arditti era nata in Bulgaria, e all’’inizio della seconda Guerra mondiale si rifugio’ in Italia, a Livorno, con la sua famiglia. Sin dall’’infanzia ferveva in lei l’’amore per Erez Israel e all’’eta’ di 11 anni tento’ una fuga da casa per cercare di emigrare in Israele; a 16 anni emigro’ definitivamente , insieme al fratello.
Nonostante la giovane eta’, si arruolo’ nell’’esrcito israeliano e fu assegnata alle forze aeree.
Dopo un corso di infermiera, presto’ il suo servizio presso una base dell’aviazione considerando il servizio militare come un diritto e non come un dovere.
Nella notte del 29 novembre 1954 , Ester faceva il turno nella base aerea, era una notte particolarmente fredda e piovosa, un aereo “Moschito” colpito da un fulmine si schianto’ a terra. Ester Arditti corse verso l’aereo in fiamme e libero’ il navigatore gravemente ferito; in quel frattempo le munizioni presenti sull’aereo iniziarono ad esplodere ma nonostante tutto, impavida del pericolo Ester si introdusse nuovamente nell’’aereo in fiamme per estrarre il pilota Yaakov Salmon , giusto in tempo prima che l’aereo esplodesse. Questo atto eroico insigni’ Ester dell’’onoreficenza con una medaglia al valore “zion leshevach”, consegnatale dall’’allora Capo di di Stato maggiore, il generale Moshe’ Dayan. Dopo il suo congedo dal servizio militare Ester continuo’ a prestare la sua opera come infermiera di pronto soccorso presso il “Maghen David Adom” e fu la prima donna autista di ambulanza in Israele. Successivamente Ester cerco’ una professione che le permettesse di esprime il suo amore per la terra d’Israele, scelse perciò’ di essere guida turistica. Nel mentre dello scoppio della Guerra dei 6 giorni, senza pensarci due volte, si uni’ come volontaria ai paracadutisti che entrarono nella città’ vecchia di Gerusalemme, e sotto il fuoco incessante delle bombe Ester dette soccorso ai feriti che la soprannominarono “L’angelo dei paracadutisti”; cosi’ fece anche durante la Guerra del Kippur. Nel 1973 le fu concessa la medaglia di onorificenza “Itur Amofet”.
Ester e’ deceduta nel febbraio 2003, durante una visita in Italia e lì giace a Livorno, vicino ai suoi familiari secondo il suo desiderio.
Ester Arditti si e’ conquistata un posto d’onore nel pantheon degli eroi del popolo d’Israele e la sua storia eroica sarà’ un esempio educativo per le prossime generazioni dei soldati dell’esercito israeliano.
Il Belvedere in sua memoria si trova sulla sponda del fiume Giordano. Il confine tra Israele e la Giordania passa nel mezzo del fiume. Dall’’altro lato del fiume si estende il Regno della Giordania. Il Ponte Romano , che collega Israele con la Giordania, e’ con base romana/bizantina, con un’arcata innalzata in un periodo posteriore, che riflette l’architettura dei Crociati e poi dei Mamelucchi e si colloca nel 12 secolo.
Ci sono altri due ponti sul Giordano: un ponte asfaltato costruito dagli inglesi nell’anno 1925 durante il periodo del Mandato Britannico e un ponte eretto dai turchi per la cosi’ chiamata : “Ferrovia della Valle” [Rakevet HaEmek] . Questa ferrovia era praticamente una ramificazione della linea del “Higgiaz”, che trasportava alla Mecca e a Medina pellegrini musulmani.
Questi tre ponti furono fatti saltare dai combattenti del kibbuz Gesher e del Reggimento Golani durante la Guerra d’Indipendenza, nella notte fra il 14 e 15 maggio 1948, per evitare o almeno cercare di ritardare l’invasione degli eserciti dei paesi arabi nel neonato Stato d’Israele.
In questa operazione di sabotaggio per far saltare i ponti, partecipo’ il sabotatore del Corpo del Genio Militare israeliano, Emil Brigg del XII battaglione del Reggimento Golani, e per questa sua azione ricevette la “Medaglia dell’Eroismo”, una delle 12 medaglie conferite durante questa Guerra.
Il kibbuz Gesher e’ stato fondato nell’intento di stabilire un insediamento ebraico al confine, in prossimita’ delle sorgenti d’acqua, permettendo il controllo di questo passaggio storico.
Durante la Guerra d’Indipendenza il kibbuz Gesher era al centro degli attacchi da parte della Legione giordana, poi si trovo’ a resistere agli attacchi iracheni che cercavano di ottenere un corridoio di passaggio per poter invadere Israele. Comunque il kibbuz resistette finche’ la Legione araba indietreggio’ al di la’ del Giordano. Nonostante il fatto che il kibbuz fosse stato distrutto completamente , non fu abbandonato. Dopo la suddetta Guerra, Gesher fu ricostruito la’ dove si trova. Dopo gli accordi di pace con la Giordania nel 1993, e’ stato possible accedere alle rovine del vecchio kibbuz e al ponte, dove e’ stato allestito il punto turistico e il belvedere/osservatorio.
Per i turisti di passaggio : e-mail: museum_g@ gesher.org.il Telefono 00972-04-6709387.
Oppure Gesher Ayeshana, kibbuz Gesher, Doar Na Emek Hayarden 15157, tel. 00972-04-6753336.
Sul posto, a disposizione dei visitatori, delle colonnine con spiegazioni in ebraico, italiano e inglese.

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