Pubblicità di Etihad Airways sui voli verso Israele

Compagnia aerea degli Emirati arabi costretta a censurare pubblicità su Gerusalemme

di Nathan Greppi
Nonostante i rapporti fra alcuni Paesi arabi (Emirati arabi uniti, Bahrein, Sudan) si siano normalizzati di recente e si moltiplichino le iniziative di collaborazione fra i diversi paesi, non mancano gli ostacoli a un’accettazione da parte del mondo arabo di questo nuovo equilibrio. La Etihad Airways, compagnia aerea statale degli Emirati Arabi Uniti, è stata costretta sotto pressione a rimuovere da Twitter una pubblicità dei suoi prossimi voli da e per Israele poiché gli veniva contestato il fatto di aver chiamato “Secondo Tempio” il luogo di Gerusalemme dove ora sorge la Moschea di Al-Aqsa.

Come riporta il sito Jewish Press, tutto è iniziato quando il quotidiano palestinese Al-Quds ha scritto, lunedì 16 novembre, che la Etihad aveva pubblicizzato i suoi voli per Tel Aviv, che dovrebbero partire dal 28 marzo 2021, con un video promozionale che, tra le altre cose, mostrava un modello di quello che era il Secondo Tempio di Gerusalemme, distrutto nel 70 e. v. dai romani, definendolo “uno dei luoghi di riferimento di Israele”. A causa delle lamentele, la Etihad ha rimosso il video dal proprio profilo Twitter (ma è comunque rintracciabile su YouTube cliccando qui).

Al-Quds ha contestato la veridicità storica del Secondo Tempio, oltre a riportare teorie complottiste secondo le quali “estremisti ebrei in Israele chiedono la demolizione della Moschea di Al-Aqsa, e la costruzione del tempio sulle sue macerie.”

Questa polemica rientra in uno schema più ampio: sin da quando, il 13 agosto, Israele e gli Emirati hanno annunciato gli accordi di pace, i leader palestinesi sia di Hamas che di Fatah si sono opposti con forza, tentando di far passare una risoluzione di condanna alla Lega Araba che è stata tuttavia respinta.

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