Da sinistra Mohamed Byn Zayed, Donald Trump e Beniamin Netanyahu

Israele ed Emirati Arabi Uniti verso uno storico accordo di pace

Mondo

di Nathan Greppi
È giunto inaspettato l’annuncio della Casa Bianca secondo cui Israele e gli Emirati Arabi Uniti firmeranno a breve un accordo di pace, noto come Accordi di Abraham. A dare la notizia per primo è stato sul suo profilo Twitter il Presidente americano Donald Trump, il quale ha fatto da mediatore tra le due parti.
Gli Emirati Arabi saranno il primo paese del golfo a instaurare relazioni diplomatiche con Israele, e il terzo paese arabo dopo Egitto e Giordania.

Il principe emiratino, Mohammed Byn Zayed, ha spiegato in un tweet che ci sono state delle condizioni: “Nella mia telefonata di oggi con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, è stato deciso di fermare l’annessione da parte di Israele dei Territori palestinesi. Gli Emirati Arabi Uniti e Israele hanno inoltre concordato di stabilire una tabella di marcia per avviare una cooperazione congiunta, che porti a relazioni bilaterali.”

Netanyahu e il Segretario di stato americano Mike Pompeo hanno entrambi definito “una giornata storica” quella dell’accordo. “Ora che il ghiaccio è rotto mi aspetto che altri paesi arabi e musulmani seguano gli Emirati,” ha commentato invece Trump.

Commenti negativi invece dai principali movimenti islamisti palestinesi, Hamas e la Jihad Islamica; il secondo ha detto che la normalizzazione dei rapporti “è resa e sottomissione”, mentre Hamas ha dichiarato che l’accordo “incoraggia l’occupazione a negare i diritti del popolo palestinese.”

Prima di questo annuncio, gli Emirati avevano già compiuto alcuni gesti di apertura nei confronti di Israele e più in generale degli ebrei: di recente avevano aiutato una famiglia di ebrei yemeniti a riunirsi dopo essere rimasti separati per 15 anni, e inoltre il 12 giugno il loro ambasciatore all’ONU ha pubblicato un editoriale sul quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth.

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