Wrestler iraniano finge un malore per non affrontare l’avversario israeliano

Mondo

di Paolo Castellano

Un wrestler iraniano ha perso apposta un incontro per non dover gareggiare contro Israele. A testimoniare questo avvenimento è stato un video diffuso dal New York Times. Nelle immagini si vede chiaramente che l’atleta iraniano sembra subire un infortunio e va al tappeto come un sacco di patate. Con sorpresa, l’arbitro dichiara la vittoria dell’atleta russo.

Il lottatore iraniano non si è però fatto male. Secondo alcune indiscrezioni, l’atleta iraniano avrebbe seguito le indicazioni del suo allenatore che gli avrebbe detto di perdere il match per evitare di incontrare il prossimo avversario israeliano nella seguente fase del torneo.

Come sappiamo bene, in Iran c’è una forte ideologia religiosa che non riconosce l’esistenza di Israele come stato. Inoltre il leader supremo, l’Ayatollah Ali Khamenei, si è spesso riferito allo Stato ebraico definendolo “un cancro”. Gli atleti iraniani hanno infatti il divieto di gareggiare con i loro omologhi israeliani in qualsiasi sport, e, se necessario, è stato ordinato loro di falsare gli incontri o di fingere un malore.

Il wrestler, Alireza Karimi-Machiani, 23 anni, nel video è il lottatore vestito di blu e sta gareggiando con il russo Alikhan Zhabraliov il 25 novembre nel campionato mondiale di Wrestling Under 23 in Polonia.

Karimi-Machiani stava lottando energicamente col suo avversario ma dopo una manciata di minuti il suo allenatore ha urlato: «Alireza, perdi!». Il lottatore iraniano ha scosso la testa e ha continuato a battersi, finché il suo allenatore gli ha nuovamente urlato contro, ripetendogli il comando. A quel punto, egli ha gettato letteralmente la spugna e non per la prima volta (lo stesso comportamento avvenne nel 2013).

«Mi era stato detto che il lottatore israeliano aveva sconfitto il suo rivale americano, e che io dovevo evitare di scontrarmi con lui», ha detto l’atleta Karimi-Machiani in un’intervista dell’Iranian Students News Agency. «Ho lavorato duramente negli ultimi mesi per vincere la medaglia d’oro, e sarebbe stato facile per me vincerla». «Ho accettato perché Israele è un oppressore e commette crimini», ha dichiarato il wrestler .

Il giorno dopo il match,  Karimi-Machiani ha postato su Instagram un video in cui camminava sotto la pioggia in Polonia, ascoltando una canzone triste che incominciava così “il silenzio è l’ultima roccaforte; voi non potete portarci via le nostre ragioni”. «Io non so cosa dirti per calmarti», un utente di Instagram ha scritto, Saeed Parvazi, in un commento. «La politica è separata dallo sport, dannazione, tali decisioni spezzano il cuore degli atleti e dei tifosi».

Il video ha suscitato una tempesta di reazioni, così il 27 novembre la Federazione Iraniana di Wrestling ha pubblicato un messaggio in cui veniva elogiata la decisione di  Karimi-Machiani di perdere. La dichiarazione lo ha definito “un eroe” che “ha sacrificato per la seconda volta i suoi diritti per supportare il popolo palestinese oppresso”.

Su Twitter, un esponente religioso iraniano, Javad Jalali, ha difeso la decisione, dicendo che “noi non andremo sul tappeto con Israele finché l’esercito dell’Islam trionfante non metterà piede nella terra santa della Palestina”.

In agosto, due calciatori iraniani, stelle della Nazionale iraniana che giocano in Grecia nel Panionios, sono stati sospesi per aver giocato una partita contro un club israeliano, il Maccabi Tel Aviv. Uno dei giocatori, Masoud Shojaei, il capitano della Nazionale iraniana, è stato licenziato con disonore, e all’altro, Ehsan Hji Safi, è stato permesso di continuare a giocare per la Nazionale dopo aver postato le sue scuse su Instagram. «Caro popolo della nostra nazione, siete giustamente offesi per un evento che non sarebbe mai dovuto succedere», il calciatore ha scritto.

 

 

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