Josh Gottheimer ha proposto che gli usa diano a Israele la bomba antibunker

Gli USA potrebbero fornire a Israele speciali bombe anti-bunker

di Nathan Greppi
Due deputati americani del Congresso, il democratico del New Jersey Josh Gottheimer (nella foto) e il repubblicano della Florida Brian Mast, hanno intenzione di far passare in settimana una mozione per consentire al governo USA di fornire a Israele quella che viene considerata la più potente arma non nucleare dell’esercito americano. Come spiega il sito Jewish Insider, si tratta del Massive Ordnance Penetrator (MOP), una bomba di circa 16 tonnellate capace di distruggere basi sotterranee dislocate a grande profondità.

L’obiettivo, stando alle dichiarazioni dei due promotori, è quello di permettere a Israele di colpire le centrali nucleari iraniane nascoste sottoterra e protette da bunker, qualora Teheran facesse passi avanti nel suo piano di armamento atomico. “L’Iran e i terroristi suoi tirapiedi sparsi per la regione,” ha spiegato Gottheimer, “non dovranno mai essere in grado di minacciare gli Stati Uniti o Israele con un arma nucleare.”

La mozione, che è ancora in fase di stesura e la cui presentazione è prevista per venerdì, prevede che il Dipartimento della Difesa americano discuta con i suoi omologhi israeliani per esporre al Congresso le capacità di deterrenza dello Stato Ebraico, nonché a spiegare gli eventuali benefici che gli americani potranno trarre da questa fornitura.

Questa decisione avviene anche in seguito a un acceso dibattito sulla possibilità, per gli Stati Uniti, di fornire agli Emirati Arabi Uniti dei caccia F-35, quando finora poteva fornirli solo a Israele in Medio Oriente. Finora avere l’esclusiva di tali caccia ha permesso agli israeliani di avere un primato militare sui paesi vicini, in base alla ben nota politica USA di dare a Israele il “qualitative military edge”, ossia la supremazia militare nella regione: essa potrebbe essere conservata se, in cambio del permesso esplicito o tacito di fornire gli F-35 anche ad altri stati dell’area del Golfo minacciati anch’essi dell’Iran, Israele potesse dotarsi della bomba MOP. Da notare che Gottheimer parla anche di Hezbollah, in quanto proxy dell’Iran: l’uso della MOP in caso di improvvisi scoppi di ostilità con Hezbollah, permetterebbe a Israele di dare un decisivo colpo alle strutture sotterranee dei loro centri di comando e controllo militare, fondamentali in una guerra del genere dove Hezbollah ha un arsenale di decine di migliaia di missili puntate contro lo stato ebraico.

Gottheimer, di origini ebraiche, già nel 2016 aveva preso posizione contro gli accordi con l’Iran per il nucleare, oltre a difendere Israele attaccando apertamente il BDS. Su posizioni simili si è da tempo schierato Mast, un ex-militare esperto di esplosivi che nel gennaio 2015 si è persino unito come volontario nell’IDF, l’esercito israeliano. Pochi anni prima aveva perso entrambe le gambe in Afghanistan, venendo congedato dall’esercito americano, e quando si è arruolato nell’IDF camminava con due protesi.