Il congresso Usa

USA: il Senato approva una mozione contro il BDS

Mondo

di Nathan Greppi
Martedì 5 febbraio il Senato degli Stati Uniti ha approvato, con 77 voti favorevoli e 23 contrari, una mozione che prevede di inviare aiuti militari per il valore di 38 miliardi di dollari a Israele, oltre ad appoggiare legalmente gli stati che mettono al bando il movimento BDS. La mozione è stata portata avanti dal senatore repubblicano Marco Rubio e dal democratico Joe Manchin.

Secondo Arutz Sheva, la mozione prevede anche di rinforzare le relazioni diplomatiche con la Giordania e proseguire con le sanzioni al governo di Assad in Siria. La mozione ha suscitato numerose controversie poiché alcuni senatori democratici hanno affermato, pur essendo contrari al boicottaggio d’Israele, che mettere al bando il BDS sia contro la libertà di parola.

Tra i principali oppositori della mozione vi è l’ex-candidato alla presidenza Bernie Sanders, che a gennaio ha scritto su Twitter: “È assurdo che la prima mozione durante lo shutdown sia una legislazione che punisce quegli americani che esercitano il loro diritto costituzionale di dedicarsi all’attività politica.” Altrettanto contraria la senatrice di origini palestinesi Rashida Tlaib, uno dei pochi membri del Congresso apertamente favorevoli al boicottaggio d’Israele e contrari alla soluzione dei due stati.

Per essere approvata definitivamente, la mozione deve ora essere votata anche dalla Camera dei Rappresentanti che, a differenza del senato prevalentemente repubblicano, è in mano ai democratici. Si prevede che la sezione contro il BDS non passerà, mentre tutte le altre sì.

L’organizzazione filoisraeliana AIPAC ha espresso la propria soddisfazione per il voto in Senato, augurandosi che ciò si ripeta anche alla Camera: “La legislazione non ha alcun impatto sul diritto dei singoli americani di boicottare personalmente Israele o di criticarne le politiche,” si legge in un comunicato dell’AIPAC. “Lo scopo della mozione si limita alle attività commerciali tra compagnie e governi locali e regionali.” Chi invece ha criticato la mozione è l’American Civil Liberties Union, secondo la quale “il Senato ha preferito la politica alla costituzione e ha calpestato i diritti garantiti a tutti gli americani dal Primo Emendamento.”