Trump: “Mio genero ebreo potrebbe aiutare nella pace fra israeliani e palestinesi”

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Donal Trump con la figlia Ivanka e il genero Jared Kushner
Donald J. Trump con la figlia Ivanka e il genero Jared Kushner

“Mio genero Jared Kushner potrebbe aiutare nel far fare la pace fra israeliani e palestinesi. Mi piacerebbe molto essere il presidente che riesce a far fare la pace fra israeliani e palestinesi, sarebbe un grande risultato”.

È quanto ha dichiarato Donald J. Trump martedì 22 novembre nella sede del New York Times in un incontro con i giornalisti che ha toccato molti temi: dal rapporto con i giornali a Hillary Clinton, fino alla pace in Medio Oriente e l’ambiente.

Kushner, ebreo ortodosso di cui i media hanno parlato molto in questi giorni (sempre sottolineando il fatto che è ebreo), avrebbe quindi uno spazio all’interno della politica di Trump, nonostante non sia un membro ufficiale dello staff.

In realtà sottolinea Haaretz, le dichiarazioni di Trump sul conflitto in medio oriente sono state molto contraddittorie. Una volta si definì neutrale, suscitando le critiche dai sostenitori di Israele; mentre in un’altra disse che non avrebbe fatto alcuna pressione a Israele, e che gli insediamenti non sono un problema.

Ai primi di novembre, poi, aveva dichiarato al Wall Street Journal che cercherà di portare la pace fra Israele e Palestinesi per mettere fine a “una guerra senza fine”.

Infine, nell’incontro al New York Times, il neopresidente ha condannato i saluti nazisti “Hail Trump!” di alcuni seguaci del movimento Alt-Right, la destra «alternativa» misogina e razzista, durante una conferenza del movimento a Washington. «Non è un gruppo che voglio energizzare, li rinnego». Su Steve Bannon, il suo stratega, che è anche ex amministratore delegato del sito Breitbart (considerato un megafono dell’alt-right): «Se pensassi che è razzista o di estrema destra, non avrei nemmeno pensato di assumerlo». Breitbart? «È solo una pubblicazione, seguono le storie come voi, ma sono conservatori».