A Dubai una sukkà ai piedi del grattacielo Burj Khalifa

Mondo

di Paolo Castellano
Quest’anno si prospetta un Sukkot speciale per gli ebrei di tutto il mondo. Nell’ultimo mese, due Stati arabi hanno normalizzato i rapporti diplomatici con Israele. Recentemente uno di questi, gli Emirati Arabi Uniti, ha dimostrato tolleranza e vicinanza al popolo ebraico costruendo una Sukkà ai piedi del grattacielo Burj Khalifa a Dubai.

Il primo d’ottobre, appena fuori dal ristorante kasher Armani di Dubai, è stata eretta una Sukkà per tutti gli ebrei che avranno l’occasione di visitare la più importante attrazione della capitale degli Emirati Arabi Uniti. Come riporta il Jerusalem Post, questo gesto di vicinanza dello Stato arabo nei confronti del popolo ebraico si è potuto concretizzare dopo la firma della pace tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, grazie soprattutto al contributo dell’Amministrazione Trump.

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Inoltre il futuro potrebbe riservare altre sorprese per lo Stato di Israele. Durante la cerimonia dello scorso 15 settembre, Donald Trump ha dichiarato che tra poco tempo un’altra nazione araba potrebbe normalizzare i rapporti con lo Stato ebraico. Si vocifera infatti che gli Stati Uniti stiano imbastendo un accordo con l’Oman.

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Dunque, la costruzione di una Sukkà a Dubai è certamente il simbolo di una riconciliazione non solo politica, ma anche culturale. Nelle scorse settimane, i media degli Emirati Arabi Uniti hanno realizzato approfondimenti su Rosh Hashanah e sulle tradizioni del calendario ebraico. In particolare, Khallej Times, il principale quotidiano in lingua inglese degli Emirati Arabi Uniti, ha dedicato ampio spazio al racconto del Capodanno ebraico. All’interno del servizio, ai lettori emiratini sono state proposte diverse ricette kasher e un’inchiesta sulla tecnologia israeliana e la tolleranza religiosa.

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