Il presidente della Germania Frank Walter Steinmeier

Steinmeier: “I rifugiati in Germania rifiutino l’antisemitismo”

Mondo

di Ilaria Ester Ramazzotti
Il presidente tedesco Frank Walter Steinmeier ha chiesto agli immigrati nel suo paese di rifiutare l’antisemitismo, come condizione “non negoziabile” per vivere in Germania, dicendosi “inorridito” per aver visto “bandiere israeliane date alle fiamme nelle piazze tedesche” durante proteste anti-israeliane seguite alla dichiarazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sul riconoscimento di Gerusalemme come capitale di Israele. Steinmeier si è espresso così lo scorso 15 dicembre nel corso di una festa di Hanukkah all’ambasciata israeliana a Berlino. Lo riporta The Times of Israel.

“Ci sono cose che fanno parte della Germania, e una di queste è la responsabilità per il nostro passato: la lezione di due Guerre Mondiali, la lezione dell’Olocausto, la responsabilità per la sicurezza di Israele, il rifiuto di ogni forma di razzismo e antisemitismo”, ha aggiunto Steinmeier. Nel suo discorso, ha fatto riferimento alle recenti manifestazioni svoltesi a Berlino contro la dichiarazione di Trump, in cui migliaia di manifestanti hanno bruciato bandiere israeliane e affollato stazioni della metropolitana scandendo slogan anti-israeliani e anti-americani. Il numero di rifugiati presenti tra i manifestanti è tuttavia sconosciuto.

“L’antisemitismo non è stato superato, neanche nel nostro paese, ma risolleva la testa in molte forme diverse: in azioni estreme come l’incendio della bandiera israeliana e in slogan ignoranti di odio e violenza; ma anche nella diffusione dei pregiudizi contro “tutto ciò che è ebraico”, ha continuato.

Un sondaggio di settimana scorsa, commissionato dall’Istituto Ramer dell’American Jewish Committee per le relazioni ebraico-tedesche a Berlino, ha rilevato che se da un lato molti rifugiati esprimono impressioni positive sulla Germania, dall’altro tendono a credere nelle teorie cospirative, come quelle sugli ebrei o su Israele che controllano il mondo. “Il ‘pensiero antisemita’ e gli stereotipi sono molto comuni anche tra coloro che sottolineano di rispettare il giudaismo o dicono che non vi sia alcun problema di convivenza tra musulmani, cristiani ed ebrei, sia nei loro paesi di origine che in Germania” ha spiegato il professore di sociologia Günther Jikeli, dell’Università dell’Indiana e dell’Università di Potsdam. Il sociologo ha altresì rilevato come i rifugiati provenienti da comunità di minoranze perseguitate abbiano maggiori probabilità di prendere posizione contro l’antisemitismo e a favore di Israele.

Inoltre, sempre l’AJC ha espresso forti preoccupazioni per l’incremento di atti antisemiti a Berlino, pari al +16% nel 2016: di 470 attacchi totali, 17 sono fisici, 18 minacce, 53 atti di vandalismo nei confronti di proprietà ebraiche o memoriali e 382 graffiti, email e insulti.

Intanto, in solidarietà con le comunità ebraiche in Germania, gli imam locali si sono uniti ai leader cristiani e ebraici nelle celebrazioni pubbliche di Hanukkah, inclusa l’annuale cerimonia alla Porta di Brandeburgo, dove il rabbino Yehuda Teichtal di Berlino è intervenuto insieme al sindaco della città Michael Mueller. La sorveglianza è stata tuttavia rafforzata nei luoghi ebraici in tutta la Germania, mentre le celebrazioni ufficiali di Hanukkah a Mulheim, nel nord-ovest del paese, sono state cancellate per motivi di sicurezza.

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