Il premier della Polonia Morawiecki, che ha approvato una legge sulla restituzione dei beni confiscati agli ebrei

Crisi diplomatica tra Israele e Polonia per la nuova legge sulle restituzioni agli ebrei

Mondo

di Paolo Castellano
Una settimana di polemiche e accuse reciproche tra Israele e Polonia. Le due nazioni stanno affrontando una crisi diplomatica che è stata innescata dal nuovo disegno di legge polacco – approvato dalla Camera bassa del parlamento di Varsavia – sulle restituzioni dei beni confiscati ai cittadini ebrei da parte dei nazisti e poi dai comunisti. Secondo i rappresentanti israeliani – se approvata anche in Senato – la nuova legge potrebbe danneggiare i diritti degli ebrei sopravvissuti alla Shoah.

Nel frattempo, il Ministero degli Esteri israeliano ha convocato l’ambasciatore della Polonia in Israele, Marek Magierowski, per convincere il governo polacco a fare un passo indietro.

«Quella legge rischia di aver ripercussioni negative sulle relazioni bilaterali», ha dichiarato Allon Bar, direttore generale del Ministero degli Esteri israeliano. Allo stesso tempo, la Polonia convocherà l’incaricata per gli Affari esteri di Israele nel paese, Tal Ben-Ari Yaalon. Lo riporta Rai News.

Sul piede di guerra il neoministro degli Esteri israeliano, Yair Lapid, che il 25 giugno ha definito il disegno di legge polacco sulla riconsegna dei beni confiscati agli ebrei come una norma “immorale” poiché potrebbe bloccare le richieste di restituzione delle proprietà sequestrate durante la Shoah. Lapid ha poi sottolineato che se la legge dovesse essere approvata, i legami tra Israele e Polonia si danneggerebbero.

Il disegno di legge in questione è stato approvato il 24 giugno dal Sejm, la Camera bassa del parlamento polacco. La norma è passata con 309 voti a favore, zero voti contrari e 120 astensioni. Secondo i media ufficiali del governo della Polonia, la nuova legge fissa un limite temporale di 30 anni per gli ebrei che intendono chiedere la restituzione di una proprietà sequestrata dai nazisti tedeschi durante la Seconda guerra mondiale o che fanno ricorso contro decisioni passate. In base all’iter costituzionale, ora il disegno di legge dovrà essere votato anche dal Senato polacco.

«È un’orribile ingiustizia e disonore che danneggia i diritti dei sopravvissuti alla Shoah, dei loro eredi e dei membri delle comunità ebraiche che esistono in Polonia da centinaia di anni», ha sottolineato Lapid. «Si tratta di un’azione incomprensibile. Questa legge immorale danneggerà gravemente le relazioni tra i paesi».

Come riporta The Times of Israel, la scorsa settimana il presidente di Israele, Reuven Rivlin, ha scritto una lettera al presidente polacco Andrzej Duda, esprimendo critiche sul disegno di legge: «La norma metterebbe molto in ombra i nostri sforzi congiunti nel rafforzare le relazioni tra i nostri paesi e nel garantire la partnership tra le nostre nazioni».

«Poiché apprezzo molto il nostro rapporto, ho deciso di rivolgermi a voi affinché il vostro stimato governo consideri le conseguenze di questa legge», ha ribadito Rivlin.

Dunque, riemergono le tensioni tra Israele e Polonia incominciate nel 2019 con l’approvazione di una controversa legge polacca che condannava col carcere coloro che avrebbero accusato la nazione o lo stato polacco di essere stato complice dei crimini dei nazisti. Dopo le pressioni israeliane, la Polonia ha modificato la legge, rimuovendo le sanzioni penali.

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