Il Memoriale alle vittime israeliane dell'attentato del 1972 durante le Olimpiadi di Monaco

Monaco di Baviera: a 45 anni dalla strage, inaugurato un memoriale per gli atleti israeliani uccisi alle Olimpiadi ’72

di Nathan Greppi

Il Memoriale alle vittime israeliane dell'attentato del 1972 durante le Olimpiadi di MonacoMercoledì 6 settembre il presidente israeliano Reuven Rivlin e quello tedesco Frank-Walter Steinmeier hanno inaugurato un memoriale dedicato agli 11 atleti israeliani e al poliziotto tedesco uccisi alle Olimpiadi di Monaco del ’72. Secondo l’emittente canadese CBC, ai due capi di stato si sono uniti i parenti delle vittime.

 “Siamo venuti qui oggi per chiudere un cerchio; un cerchio che non potrà mai essere veramente chiuso,” ha dichiarato Rivlin davanti ai presenti. Ha aggiunto inoltre che le Olimpiadi di Monaco, all’epoca soprannominate “i lieti giochi” in quanto erano le prime che si tenevano in Germania dopo quelle di Berlino nel ’36, “si tramutarono in un Olimpiade di sangue.”

 Anche Steinmeier ha voluto fare un discorso, riportato dal sito Deutsche Welle: ha affermato che, anche dopo 45 anni, vi sono ancora “profonde e dolorose ferite,” e che l’inaugurazione di un memoriale era attesa da tempo. “Finalmente è giunto il momento e lo dobbiamo innanzitutto a voi, i familiari,” ha dichiarato. “Il Villaggio Olimpico è divenuto uno spazio per terroristi palestinesi, un palco per il loro sconfinato odio per Israele. Non sarebbe mai dovuto succedere.”

Il Memoriale nel Villaggio Olimpico del ’72

Il Memoriale, il cui tetto è coperto d’erba, è situato sopra una collina all’interno del Villaggio Olimpico, e racchiude installazioni multimediali per narrare le vite degli atleti e del poliziotto uccisi. È aperto al pubblico 24 ore su 24. Inoltre, come riporta anche il New York Times, sono stati fotografati gli effetti personali di tutte le vittime. Ad esempio, vi è una cartolina che l’atleta Zeev Friedman inviò da Monaco ai suoi genitori, ma che arrivò a destinazione giorni dopo la sua morte. C’è anche una copia di un telegramma che Golda Meir inviò negli Stati Uniti ai genitori di David Berger, un sollevatore di pesi israeliano cresciuto nell’Ohio. “So che nessuna parola può mitigare il vostro dolore,” scrisse, aggiungendo che “il dolore non è solo vostro ma di un intera nazione”.

 Werner Karg, un funzionario del Ministero della Cultura Bavarese, ha dichiarato al Times che è triste come le immagini dei terroristi mascherati siano più presenti nella memoria collettiva dei volti delle vittime. Il Memoriale, ha dichiarato, potrebbe cambiare ciò. Ha aggiunto che la creazione del Memoriale è costata 2,4 milioni di euro, a cui hanno contribuito il governo tedesco, quello bavarese, il Comitato Olimpico e la Foundation for Global Sports Development, un organizzazione americana che si occupa di promuovere lo sport.

“I familiari e lo Stato d’Israele hanno dovuto aspettare per 45 anni questo momento,” ha dichiarato Rivlin. Infatti, per molto tempo le famiglie degli atleti si sono lamentate del fatto che ci sono voluti quattro decenni perché ciò accadesse, chiedendo inoltre che alla cerimonia di apertura dei Giochi venisse fatto un minuto di silenzio. In particolare, ad essersi impegnata con tutte le loro forze sono state Ankie Spitzer, il cui marito Andre era l’allenatore del gruppo di scherma israeliano, e Ilana Romano, vedova del sollevatore di pesi Yossef Romano.

L'interno del memoriale per gli atleti israeliani vittime dell'attentato del 1972 alle Olimpiadi di Monaco

Oltre a Rivlin e Steinmeier, erano presenti anche il governatore della Baviera Horst Seehofer e il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale (CIO) Thomas Bach. Quest’ultimo, alle Olimpiadi di Rio del 2016, aveva organizzato un minuto di silenzio durante l’inaugurazione del Giochi. Alle Olimpiadi di Londra del 2012, un anno prima che Bach ne diventasse il presidente, il CIO si era opposto a iniziative analoghe, che però furono comunque portate avanti da singoli individui. Ad esempio, il presentatore della NBC Bob Costas interruppe la sua cronaca per 12 secondi quando la delegazione israeliana entrò nello stadio. “Attentati terroristici e altri crimini avvengono, purtroppo, costantemente,” dichiarò all’epoca Costas nel corso di un’intervista. “Ma questo ha colpito le Olimpiadi stesse. Questo è ciò che lo separa dagli altri: non che sia più tragico o significativo di altri, ma che sia legato direttamente alle Olimpiadi.”