Vienna

Le tante voci di condanna contro l’attacco terroristico di Vienna

Mondo

di Ilaria Ester Ramazzotti
Un “assalto alla coesistenza, alla tolleranza, alla pace in Austria”. Così il rabbino capo di Vienna Jaron Engelmayer ha commentato e condannato l’attacco terroristico perpetrato lo scorso 2 novembre nella capitale austriaca. “La comunità ebraica è vicina alle vittime dell’attacco e prega per la loro guarigione – ha aggiunto -. Molte comunità vivono qui, fianco a fianco, in pace e con tolleranza, e questo attacco è progettato per disturbare quella pace e quella tranquillità”.

La comunità ebraica austriaca, che adesso vive in “uno stato di incertezza” mentre vengono raccolte informazioni sui motivi precisi dell’attacco, “ha sempre cercato buoni rapporti con diversi settori e comunità religiose della città e continuerà a farlo”, ha proseguito il rabbino, come riporta il Jerusalem Post questa settimana.

Sono tante le dichiarazioni di condanna e di solidarietà alle vittime espresse da diversi leader religiosi o politici, austriaci e del mondo. Anche diversi rappresentanti della comunità ebraiche hanno fatto sentire la propria voce.

L’Arcivescovo di Vienna Christoph Schönborn ha dichiarato che “qualunque sia il contesto dell’attacco [terroristico], deve essere chiaro che non c’è giustificazione per la violenza cieca”.

Il Presidente della Comunità ebraica di Vienna e dell’Associazione federale delle comunità religiose ebraiche in Austria Oskar Deutsch, condannando l’evento terroristico spiegando su Twitter che “non è chiaro se la sinagoga di Vienna e gli uffici adiacenti siano stati l’obiettivo di un attacco”.

Shimon Samuels, direttore per le relazioni internazionali del Centro Simon Wiesenthal, ha denunciato l’attacco affermando che “il Centro considera Vienna come la base del suo mentore, Simon Wiesenthal, che è stato lì più volte preso di mira, anche tramite un attentato. Siamo solidali con le famiglie delle vittime civili e delle vittime della polizia, con la comunità ebraica viennese e con l’attuale governo austriaco, come un vero amico di Israele. Lodiamo anche le forze di polizia per la loro rapida risposta”.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu si è unito ai leader mondiali nel condannare la strage. “Israele condanna il brutale attacco a Vienna ed è in totale solidarietà con l’Austria” ha twittato l’ufficio del primo ministro. “I popoli civili di tutto il mondo devono unirsi per sconfiggere la ferocia del rinascente terrorismo islamista”. “I nostri pensieri e le nostre preghiere sono rivolti al popolo austriaco”, ha invece twittato il presidente di Israele Reuven Rivlin”.

Il ministro israeliano per l’Immigrazione e l’assorbimento Pnina Tamano-Shata ha sottolineato che: “Le immagini dall’Austria sono molto difficili [da vedere]. Purtroppo l’odio e il terrorismo hanno rialzato la testa, ricordando al mondo intero che la lotta contro terroristi e fondamentalisti che santificano la morte è comune e incessante”. Ha poi espresso solidarietà “agli abitanti dell’Austria, alla comunità ebraica di Vienna e alle forze di sicurezza austriache”.

Il presidente francese Emmanuel Macron, che ha altresì visto succedere nelle ultime settimane i due accoltellamenti di Parigi e Nizza, ha rilasciato una dichiarazione in cui esprime shock e dolore: “Questa è la nostra Europa. I nostri nemici devono sapere con chi hanno a che fare. Non ci ritireremo”.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato in un tweet che “le nostre preghiere sono con il popolo di Vienna dopo l’ennesimo vile atto di terrorismo in Europa”. Anche Robert O’Brien, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, ha detto che gli americani pregano per il popolo di Vienna: “Non c’è giustificazione per l’odio e la violenza. Siamo con l’Austria, la Francia e tutta l’Europa nella lotta al terrorismo”. Il candidato presidenziale democratico Joe Biden ha condannato quello che ha definito un “orribile attacco terroristico”, aggiungendo che “dobbiamo essere tutti uniti contro l’odio e la violenza”.

Il primo ministro britannico Boris Johnson ha dichiarato che “i pensieri della Gran Bretagna sono con il popolo austriaco: siamo uniti a voi contro il terrorismo”.

Il primo ministro canadese Justin Trudeau ha twittato: “La sparatoria di Vienna è orribile e straziante”, condannando “nel modo più deciso possibile questo atto di terrorismo. I nostri pensieri sono con il popolo austriaco e con tutti coloro che sono stati colpiti da questo atto deplorevole”.

Il primo ministro svedese Stefan Löfven ha “condannato fermamente gli attacchi terroristici di Vienna, uno dei quali vicino a una sinagoga”, aggiungendo: “I miei pensieri sono con le vittime e le loro famiglie. Dobbiamo essere tutti uniti contro gli attacchi alla nostra società aperta”.

Anche il premier italiano Giuseppe Conte ha fermamente condannato l’atto terroristico sottolineando che “non deve esserci posto per l’odio e la violenza nella nostra casa comune europea”.

Il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez ha sottolineato che “l’odio non piegherà le nostre società. L’Europa resterà ferma contro il terrorismo”.

Josep Borrell Fontelles, vicepresidente della Commissione UE, ha evidenziato: “Sono scioccato e commosso dalla terribile notizia sugli attacchi di Vienna. Un atto vile di violenza e odio. Il mio pensiero va alle vittime e ai loro famiglie e cittadini di Vienna. Noi siamo al vostro fianco”.

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