La Fatwa (e il gioco del calcio)

Mondo

 

Cos’è una Fatwa? Con questa parola nella cultura islamica si intende il decreto di carattere religioso promulgato dai dotti islamici, che regola questioni di attualità.
L’aumento del numero delle fatwa, grazie anche alla diffusione per via internet, ha richiesto da parte di alcuni paesi musulmani una regolamentazione nonché un dibattito su chi è legittimamente autorizzato a proclamarle e chi no, e ha messo in allarme governi del Medio Oriente dal momento che esse sono talvolta in contraddizione con l’interpretazione ufficiale dell’Islam.

Per contrastare questa tendenza la tecnica è stata quella di prendere di mira fatwa ritenute futili, come ha fatto recentemente l’ufficioso quotidiano saudita Al Watan, che ha riferito di un giovane atleta che è entrato nelle fila della jihad in Iraq dopo che una fatwa aveva proibito di giocare al calcio con le regole normali.

Il giornale ha anche pubblicato integralmente la fatwa che sarebbe stata diffusa da un sito web islamico. Quella che segue è la traduzione di alcuni brani della fatwa, che detta per il calcio nuove regole che il giocatore timorato di Allah è tenuto a osservare. (Geoff D. Porter, da Iht daily)

 

Nel nome di Allah benevolo e misericordioso:

La forma rettangolare del campo dev’essere evitata perché è stata inventata dalle regole internazionali degli eretici che l’hanno imposta.

Non si devono usare termini come “fallo”, “rigore”, “corner”, “goal”, “fuorigioco”: chi li pronuncia dev’essere punito ed espulso con questa pubblica dichiarazione “Tu hai imitato gli eretici e i politeisti e ciò è proibito”.

Non si deve interrompere il gioco se un giocatore ha commesso un “fallo” storcendo una mano o un piede a un altro o se ha toccato il pallone con la mano né mostrare il cartellino rosso o giallo.
Piuttosto il fatto dev’essere giudicato secondo le norme della shari’a che riguardano le fratture e le ferite. Il calciatore colpito deve far valere i suoi diritti secondo il Corano, e occorre un testimone che attesti che ciò sia avvenuto di proposito.

Non si deve giocare con 11 giocatori come fanno gli ebrei, i cristiani e soprattutto l’infame America: il numero deve essere invece inferiore o superiore a 11.

Giocate la partita con i vostri abiti usuali e non con i calzoncini colorati o le maglie col numero, che non sono vesti da musulmani, bensì eretiche e occidentali e vanno evitate assolutamente.

Se avrete osservato queste regole e intendete giocare al calcio, fatelo per irrobustire il corpo perché sia preparato alla battaglia come comanda il Signore e perché il corpo sia pronto quando sarà il momento della jihad, la guerra santa. Non si gioca per passare il tempo o per l’emozione di una cosiddetta vittoria.

Il tempo della partita non sia di 45 minuti, che è il tempo ufficiale degli ebrei, dei cristiani e degli eretici dei paesi atei. Questa è la durata adottata dalle squadre che hanno deviato dalla retta via: voi dovete distinguervi dagli eretici e dai corrotti e non assomigliar loro in alcun modo.

La partita non si svolga in due tempi, ma piuttosto in mezzo tempo o in tre tempi per essere completamente diversa da quella degli eretici, dei politeisti, dei corrotti e dei disobbedienti.

Se nessuna delle due parti batte l’altra o “vince” come dicono loro, e nessuna delle due manda il pallone fra i pali, non aggiungete tempi supplementari o rigori fino a che qualcuno vinca, ma abbandonate il campo perché vincere col tempo extra o col calcio di rigore è il massimo dell’imitazione degli eretici e delle regole internazionali.

Quando giocate, non incaricate qualcuno – chiamato “arbitro” – di seguire la partita, perché sarebbe inutile una volta che sono state abolite le regole internazionali quali “fallo”, “rigore”, “corner” eccetera. La presenza di questa persona non sarebbe altro che imitazione degli eretici, ebrei e cristiani, e seguirebbe le regole internazionali.

Non dovrebbero venire a guardarvi folle di ragazzi, perché se siete lì per lo sport e per irrobustire il corpo perché vi dovrebbero guardare? Dovreste invece coinvolgerli nei vostri esercizi fisici e nella preparazione alla jihad, oppure dir loro: “Fate proseliti e andate a stanare le azioni immorali nei mercati e nella stampa e lasciateci ai nostri esercizi”.

Una volta finita la partita non mettetevi a commentare il gioco con frasi tipo: “Siamo stati più bravi” o “Il tale ha giocato bene”. Concentratevi piuttosto sul corpo, la forza e i muscoli e dite “Abbiamo giocato solo per esercitarci nella corsa, nell’attacco, nella ritirata e per prepararci alla jihad nel nome di Dio nei cieli”.

Dovreste sputare in faccia a chiunque mandi la palla fra i pali e poi corra a farsi abbracciare come fanno i giocatori in America e in Francia, perché che cosa c’entra il festeggiare e baci e abbracci con lo sport che state facendo?

La porta deve essere costituita solo da due pali e non dai tre fatti di legno o di ferro, in mezzo a cui si manda la palla, ossia dovete togliere la traversa per non scimmiottare gli eretici e per essere completamente diversi dalle regole internazionali dispotiche del sistema calcistico.

Non fate quello che chiamano “sostituzione” ossia il cambio di un giocatore, perché è una pratica degli eretici in America e altrove.

Questi sono alcuni dei precetti e delle condizioni da osservare affinché i giovani moralmente consapevoli non imitino inavvertitamente gli eretici e i politeisti durante il gioco. L’inferno si apre per quelli che muoiono giocando al calcio con le regole fissate dai paesi eretici, primo fra tutti l’America.

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