di Nina Prenda
Il procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, è stato sospeso dal servizio con effetto immediato lunedì 8 giugno, a seguito di un’indagine riguardo ad accuse di cattiva condotta sessuale. L’Ufficio di presidenza dell’Assemblea degli Stati, l’organo di vigilanza che rappresenta i Paesi che hanno ratificato il trattato di fondazione della Corte, ha annunciato la decisione a seguito di un voto a maggioranza qualificata.
L’Ufficio di presidenza ha confermato che la sua mossa si basava su un’indagine completa condotta dall’Ufficio delle Nazioni Unite per i servizi di sorveglianza interna, sulle prove sottostanti e sulla consulenza legale di un gruppo ad hoc di esperti giudiziari.
La sospensione è inseparabile dall’intenso riflettore globale puntato su Khan dal maggio 2024, quando ha emesso i mandati di arresto contro alti funzionari israeliani. Khan ha chiesto mandati contro il primo ministro israeliano Benjamin Nethanyahu e l’allora ministro della Difesa Gallant per crimini di guerra e crimini contro l’umanità, citando in particolare la fame dei civili come metodo di guerra. Ha anche chiesto mandati per i leader di Hamas, tra cui Yahya Sinwar, per i massacri del 7 ottobre.
Khan e il suo team legale sostengono che le accuse di cattiva condotta sessuale sarebbero una campagna di diffamazione coordinata, progettata da potenti intelligence esterne ed attori politici, per far deragliare le sue indagini in Israele.



