La Cina, il paese più promettente per gli studi ebraici

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Che ci siano dipartimenti universitari e associazioni di studi ebraici sparse un po’ ovunque fra gli Stati Uniti, Israele e l’Europa, ça va sans dire…

Che ci sia un fiorente dipartimento di studi ebraici all’Università di Nanchino, in Cina, crea, invece, forse, una certa sorpresa.

David N. Myers, docente di storia ebraica all’università di Los Angeles, è stato di recente ospite a Nanchino e Kaifeng per un ciclo di seminari di storia e cultura ebraica. In un articolo pubblicato nei giorni scorsi sul sito Jewishjournal.com, ha raccontato la sua esperienza, la sua sorpresa di fronte al numero di studenti iscritti al seminario e la loro curiosità verso gli ebrei e la storia ebraica.
“Nel corso degli ultimi 20 anni in Cina si è sviluppata una fiorente corrente di studi ebraici” scrive Myers. “Negli Stati Uniti come in Israele la crescita di interesse e attenzione per gli studi ebraici, nell’ultimo quarto di secolo è stata strettamente legata alla presenza di ebrei. Ma in Europa, e in Germania specialmente, quest’espansione è stata possibile grazie al coinvolgimento quasi esclusivo di studiosi non ebrei. Lo stesso sta accadendo in Cina oggi dove, spiega Myers, c’è grande interesse e curiosità attorno agli ebrei, alla loro storia, alla loro cultura. La Cina è uno dei paesi dove gli studi ebraici sono più promettenti in termini di crescita”.

La diffusione degli studi ebraici a livello accademico in Cina, è stata possibile grazie soprattutto all’impegno e alla passione del professor Xu Xin, docente a Nanchino,  specializzato in lingua e letteratura ebraica americana (la sua curiosità verso il mondo ebraico è nata, a quanto pare, dopo la scoperta delle opere di Saul Bellow e poi di Bernard Malamud, Philip Roth, Isaac Singer), e, dal 2006, presidente della China Judaic Studies Association.

“Molti cinesi sono affascinati dagli ebrei, per come sono riusciti a sopravvivere e a ‘rivitalizzarsi’  nonostante secoli di persecuzione. L’immagine degli ebrei nella mente cinese funziona come un “altro”, una sorta di specchio attraverso cui giudicare o costruire se stessi, come un modello per imparare a conoscere il percorso di modernizzazione senza perdere le proprie tradizioni,”  si legge nell’introduzione alla lecture che Xu Xin ha tenuto lo scorso aprile alla UCLA (University of California Los Angeles).

Il lavoro di Xu Xin, osserva Myers, è stato fondamentale per la crescita degli studi ebraici in Cina; con lui si è formata una generazione di studiosi che ora dirigono programmi di Jewish Studies in varie università cinesi. “Il suo apporto è stato fondamentale anche perchè è riuscito a convincere Diane e Guilford Glazer di Los Angeles a finanziare un programma di studi a Nanchino…”

“Prima di arrivare non avevo idea di cosa attendermi da questo tipo di esperienza” scrive Myers.  “Così ho chiesto a Xu Xin di poter visitare la città di Kaifeng [lì ha ha sede la più antica comunità ebraica cinese – la prima sinagoga fu costruita nella seconda metà del XII sec. ndr]. La risposta è stata affermativa, anche perchè proprio lì, mi ha spiegato subito  Xu Xin, avrei tenuto la mie prime tre lezioni. Cioè avrei partecipato come docente a ben tre conferenze organizzate dall’ università di Kaifeng Henan (un polo universitario pressocchè sconosciuto con 40.000 studenti iscritti): una dedicata agli studi sulla Shoah, e altre due alla storia ebraica. La cosa ancora più sorprendente è stato scoprire che gli studenti erano 75 candidati a master e scuole di dottorato in studi ebraici, e tutti cinesi!”

“Sono studenti curiosi e attenti”, fa notare ancora Myers.
“Circa la metà delle lezioni sono state tenute  in cinese da professori locali, l’altra metà  in inglese”. Fra i docenti stranieri, oltre a Myers, c’erano Jerry Gotel, americano residente a Londra e fra i promotori degli Jewish Studies in Cina; e Glenn Timmermans, ebreo inglese, studioso di letteratura inglese e della Shoah, che insegna all’Università di Macao.

Viene da chiedersi quale sia l’interesse che muove tutti questi giovani allo studio della storia e della cultura ebraica. Myers, parlando con loro, ha scoperto che sentono una particolare affinità con il popolo ebraico: entrambi i popoli possiedono una storia antica e nobile; hanno conosciuto grandi diaspore e si contraddistinguono per il forte spirito imprenditoriale. Ancora più importante, secondo Myers, è il il posto che ebrei e cinesi riservano all’istruzione, per entrambi “ha un valore quasi sacro”. “Uno dei caratteri vincenti degli studenti cinesi è il loro imperturbabile rispetto nei confronti del maestro”, osserva Myers.  “L’ideale confuciano, parallelo al precetto ebraico di ‘kevod ha-Moreh,’ è vivo e vegeto. Diversamente che negli Stati Uniti, dove c’è un approccio consumistico alla formazione e gli studenti chiedono agli insegnanti prodotti presentati in maniera accattivante, in Cina gli studenti si sentono appagati dal ricevere dai loro insegnanti perle di saggezza. E’ un atteggiamento che talvolta si trasforma in una forma di passività, ma l’effetto complessivo, specie per uno straniero, è meraviglioso”.

Nel suo articolo Myers ha raccontato anche dell’esperienza all’Università di Nanchino, dove ha tenuto un seminario intensivo sul pensiero ebraico moderno.

Tre ore al giorno insieme a 25 studenti già laureati, alla scoperta del pensiero di Baruch Spinoza, Moses Mendelssohn, di Samson Raphael Hirsch, fino a Franz Rosenzweig e Hannah Arendt. “Abbiamo lavorato direttamente sulle fonti primarie, che per questi studenti è un’esperienza abbastanza nuova” spiega Myers. ” In Cina gli studenti che si laureano in studi ebraici scrivono tesi e dissertazioni su una vasta gamma di argomenti che vanno dalla filosofia di Maimonide alla Shoah fino alla società israeliana contemporanea. Ma le  loro ricerche non si basano sull’analisi delle fonti d’archivio in lingua originale (che è lo standard per gli studenti negli Stati Uniti o in Europa), ma sull’esame di fonti secondarie recenti su uno specifico tema. Da questo punto di vista sono un pò indietro rispetto ai loro colleghi americani, israeliani o europei. Ma apprendono rapidamente, e sono lavoratori instancabili; penso che raggiungeranno i loro colleghi molto presto. Alcuni lo hanno già fatto” osserva Myers. “Lu Yanming per esempio ha una borsa di studio post-dottorato all’Università di Nanchino, e conosce tutto della storia cinese e praticamente tutto ciò che riguarda la storia moderna europea. Ora sta cercando una borsa si studio che gli permetta di proseguire i suoi studi sugli ebrei che hanno fatto ritorno in Germania dopo la seconda guerra mondiale.
Meng (Geremia) Zhenhua è un giovane professore di Giudaismo antico dell’Università di Nanchino; si è formato in Israele e parla ebraico”. Anche grazie a questa sua conoscenza diretta del mondo israeliano ha creato un sito web dal titolo “Approching Israel“, con l’obiettivo di far conoscere ai cinesi “questo misterioso paese e il suo popolo”. Zhenhua è anche rappresentante del partito comunista nel dipartimento di filosofia e religione, ma questo, conclude Myers è “un retaggio della presenza persistente del vecchio regime nella nuova Cina…”.

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