50mila israeliani hanno già visitato gli Emirati Arabi Uniti dopo gli Accordi di Abramo

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di Paolo Castellano 

Da quando Israele ha normalizzato i rapporti diplomatici con gli Emirati Arabi Uniti, più di 50mila israeliani hanno visitato il paese arabo. Queste cifre turistiche sono state svelate da un articolo comparso il 18 dicembre sul Washington Post.

In base agi Accordi di Abramo siglati questa estate, oggi i cieli degli Emiarati Arabi Uniti sono aperti ai voli commerciali israeliani. Ciò ha permesso ai cittadini d’Israele di poter visitare famose attrazioni turistiche emiratensi come il grattacielo più alto del mondo Burj Khalifa di Dubai e la capitale Abu Dhabi.

Secondo il Washington Post, le partenze turistiche da Israele verso lo Stato del Golfo verranno incrementate dalla festività di Chanukkà. Quest’anno la festa ebraica può essere celebrata anche negli Emirati Arabi Uniti senza timori di alcun tipo: ai piedi del Burj Khalifa è comparsa una Chanukkiyah in segno di condivisione e accoglienza. Quest’ultimo avvenimento è soltanto uno dei segni della pacificazione tra le due nazioni.

La comunità ebraica emiratense che si concentra a Dubai, una delle città più importanti degli Emirati Arabi Uniti, ha affermato di aver organizzato uno staff di 30 persone. Inoltre, diversi ristoranti kasher sono stati inaugurati e altri 150 locali hanno adottato cibi conformi alla kasherùt nei loro menù.

Infine, la comunità sta progettando di costruire un mikvah “conforme agli standard di lusso di Dubai”. «Probabilmente sarà il mikvah più bello al mondo», ha dichiarato Rav Mendel Duchman, rappresentante del Centro della comunità ebraica emiratense.

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