Netanyahu a Washington per gli accordi di pace con Emirati Arabi Uniti e Bahrein

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di Paolo Castellano
Il 13 settembre, dopo la mezzanotte, Benjamin Netanyahu è salito su un aereo El Al in direzione Stati Uniti d’America. A Washington parteciperà alla cerimonia del 15 settembre per la firma degli accordi di pace con due paesi del Golfo, Emirati Arabi Uniti e Bahrein. Sarà presente anche Donald Trump che ha condotto i negoziati tra Israele e i due Stati arabi.

«Siamo all’inizio di una nuova era», ha detto l’attuale premier d’Israele prima di partire dall’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, lo ha riportato The Algemeiner. Per Netanyahu, lo storico accordo di pace sarà anche l’occasione per incontrare i ministri degli esteri Abdullah bin Zayed Al Nahyan degli Emirati Arabi Uniti e Abdullatif bin Rashid Al Zayani del Bahrein

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Come riporta il The Times of Israel, il capo del Mossad Yossi Cohen ha scambiato due battute con i giornalisti accorsi all’aeroporto, esprimendo una “grande eccitazione” per lo storico incontro previsto alla Casa Bianca. Il capo del Mossad ha poi svelato di “essere impegnato in altre trattative” con ulteriori stati arabi. Ricordiamo che Israele ha normalizzato i suoi rapporti diplomatici anche con l’Egitto (1979) e la Giordania (1994).

Come si evince dalle fotografie diffuse su Twitter, Netanyahu è salito a bordo di un aereo dell’El Al, la compagnia aerea di bandiera di Israele, su cui sono state applicate delle scritte in ebraico, arabo e inglese che riportano la parola “pace”.

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«Sulla nostra strada per portare pace in cambio di pace», ha twittato Netanyahu al momento della sua partenza. Sebbene non siano ancora stati resi noti i testi degli accordi di pace tra Israele, Emirati Arabi Uniti e Bahrein, è abbastanza certo che una preponderante porzione di essi sia dedicata agli accordi commerciali. «Questo è sempre buono, ma lo è di più soprattutto durante il Coronavirus», ha sottolineato Netanyahu.

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Infine, nelle prossime settimane gli accordi di pace con i due Stati arabi verranno formalmente approvati – si prevede – dal gabinetto di governo e poi dal voto della Knesset, il parlamento israeliano. La normalizzazione dei rapporti con gli Emirati Arabi Uniti e Bahrein ha creato concordia tra i partiti di coalizione e di opposizione. Ciononostante, l’operato di Netanyahu sulla gestione del Covid-19 ha intaccato la sua popolarità in Israele, provocando proteste di piazza che si sono verificate anche al momento della partenza del premier da Tel Aviv in direzione Washington.

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