Il World Statesman Award a Mario Draghi. Il rabbino Arthur Schneier: «È un uomo saggio e con un cuore che ha portato stabilità»

di Redazione

 

Conferito il 20 settembre a Mario Draghi – nel corso della 57a cena di premiazione annuale della Appeal of Conscience Foundation a New York – il World Statesman Award 2022, un riconoscimento di grande prestigio per «la sua lunga leadership poliedrica nella finanza e nel pubblico servizio di cui hanno beneficiato l’Italia e l’Unione europea e che ha aiutato la cooperazione internazionale». Sono le sentite parole del grande rabbino Arthur Schneier, fondatore della Appeal of Conscience Foundation e attivista per oltre 50 anni come rabbino senior della sinagoga Park East di New York City: «Il primo ministro Mario Draghi – ha ribadito il rabbino – è un leader inclusivo, un uomo saggio e con un cuore che ha portato stabilità».

 

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(Discorso del PM Mario Draghi alla 57a cena di premiazione annuale della Fondazione Appeal of Conscience).

 

Di fatto il premier è stato celebrato come un leader mondiale, visionario e risolutore di problemi, un apprezzamento ribadito anche dall’anziano ex segretario di Stato Henry Kissinger («Ho grande rispetto per lui e per la sua grande visione e capacità di analisi»), dal Presidente Joe Biden («Mi congratulo con il mio amico, il premier Mario Draghi, per il suo lavoro rivolto a far avanzare i diritti umani nel mondo. Draghi è stato una voce potente nella promozione della tolleranza e della giustizia, lo ringrazio per la sua leadership») e da altri autorevoli protagonisti della politica e delle governance internazionali.

 

Per l’occasione il presidente del Consiglio ha quindi sottolineato che «le autocrazie prosperano sfruttando la nostra esitazione. Dovremmo evitare l’ambiguità, per non pentircene in seguito. Infine, dobbiamo essere disposti a collaborare, purché ciò non significhi compromettere i nostri principi fondamentali». E ha aggiunto. «L’importanza del dialogo, che celebriamo stasera, è stata al centro della mia vita professionale come economista e come decisore politico. Il valore di una partnership di successo tra organismi multilaterali e istituzioni locali è stata una delle principali lezioni che ho imparato lavorando alla Banca Mondiale negli anni ’80».