I giocatori di scacchi israeliani esclusi dal campionato del mondo in Malesia

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di Nina Prenda 

Gli scacchisti israeliani che si erano iscritti ai Campionati mondiali amatoriali di scacchi, in programma il mese prossimo in Malesia, sono stati esclusi dall’elenco definitivo dei partecipanti. La decisione arriva nonostante l’impegno della Federazione internazionale degli scacchi (FIDE) a favorire la loro partecipazione, in un Paese che vieta l’ingresso ai cittadini israeliani.

A denunciare l’esclusione è stato sabato 17 ottobre Lior Aizenberg, uno dei due giocatori interessati. L’atleta ha riferito di non essere stato ammesso alla competizione, prevista dal 4 al 13 novembre a Klang, pur essendosi registrato con un passaporto straniero.

“Le autorità malesi semplicemente non sono disposte a permettere agli israeliani di rappresentare Israele in un campionato mondiale. Per loro, Israele non esiste”, ha dichiarato Aizenberg, attivista filoisraeliano e responsabile del club di scacchi Chess4All, a Savyon.

“Dopo 78 anni dalla fondazione dello Stato, e soprattutto dopo il 7 ottobre, noi israeliani non possiamo permettere che una situazione del genere si ripeta”, ha aggiunto.

Aizenberg ha contestato anche la scelta della FIDE di affidare alla Malesia l’organizzazione del torneo, sostenendo che l’esclusione dei concorrenti sulla base della nazionalità contrasti con le regole dell’organismo internazionale. In un messaggio pubblicato su Facebook, ha definito “vergognoso” che la federazione abbia consentito al Paese asiatico di ospitare la competizione.

In una dichiarazione separata, il giocatore ha chiesto di eliminare la parola “mondiali” dalla denominazione del torneo, qualora agli atleti israeliani fosse impedito di partecipare. Ha inoltre sollecitato il trasferimento della manifestazione in un altro Paese.

A sostegno della richiesta, Aizenberg ha richiamato il precedente del 2019, quando il Comitato paralimpico internazionale escluse la Malesia dall’organizzazione di una competizione paralimpica di nuoto dopo il rifiuto delle autorità di consentire l’ingresso agli atleti israeliani.

Le garanzie della FIDE

La vicenda era emersa la settimana scorsa, quando Aizenberg aveva raccontato al sito israeliano Walla di aver rivolto a un organizzatore del torneo una “domanda innocente” sulla possibilità di partecipare. La prima risposta ricevuta, secondo il suo racconto, era stata un rifiuto motivato dalla politica migratoria malese: agli israeliani non sarebbe stato consentito di prendere parte alla competizione.

Il messaggio sarebbe stato cancellato poco dopo e sostituito da un’altra comunicazione, nella quale l’organizzatore affermava che avrebbe fornito una risposta successiva.

La Federazione scacchistica israeliana ha riferito che la FIDE aveva assicurato il massimo impegno per aiutare i giocatori interessati a ottenere i visti necessari. Anche l’invito ufficiale alla competizione indicava che le iscrizioni, aperte ad agosto e chiuse all’inizio di ottobre, erano accessibili a “tutte le federazioni nazionali di scacchi”.

Sabato la FIDE non aveva ancora rilasciato dichiarazioni sulla mancata inclusione dei giocatori israeliani.

Nel 2019, durante la presidenza del russo Arkady Dvorkovich, la federazione internazionale aveva già preso posizione contro le discriminazioni legate alla nazionalità. In una dichiarazione ufficiale, aveva sostenuto che le competizioni FIDE dovessero essere ospitate esclusivamente da federazioni in grado di garantire, in linea generale, libero accesso ai rappresentanti di tutte le federazioni nazionali.

Dvorkovich si è dimesso il mese scorso ed è stato sostituito dal kazako Timur Turlov.