Memoriale della Shoah a Salonicco in Grecia (Foto: commonswikimedia, Arie Darzi)

Dissacrato il Memoriale della Shoah a Salonicco, una delle più importanti comunità sefardite prima del nazismo

di Roberto Zadik

La comunità ebraica di Salonicco è stata uno dei centri ebraici sefarditi principali a livello europeo e, prima delle atrocità della Shoah, contava oltre cinquantamila membri ma i nazisti, in meno di un anno, hanno massacrato il novanta percento dei suoi ebrei e, attualmente, ve ne risiedono solamente milletrecento.

Nonostante questa presenza ebraica così esigua, giovedì 30 dicembre il Memoriale della Shoah della città è stato nuovamente vandalizzato da ignoti che, per la quarta volta dalla sua costruzione nel 2014, lo hanno deturpato con svastiche e scritte antisemite. A darne notizia vari siti, a cominciare dal Jewish Telegraphic Agency in un articolo firmato da Ron Kampeas. Il testo sottolinea la brutalità dell’episodio raccontando del ritrovamento di una svastica rossa su un monumento del Memoriale che rappresenta le lapidi distrutte dai nazisti durante le deportazioni. Oltre a questo, nelle vicinanze, su uno dei muri vicino all’Università Aristotele, dove un tempo si trovava il cimitero ebraico, è stata ritrovata una grande croce celtica rossa.

Immediatamente la comunità ebraica locale ha replicato in un comunicato “condanniamo gli spregevoli atti di intolleranza che esprimono odio e fanatismo attraverso questa profanazione. Non ci deve essere più tolleranza verso l’antisemitismo“. Nella sua nota, la comunità, sempre stando al JTA, ha invitato le autorità a prendere provvedimenti e a consegnare i responsabili alla giustizia.

Per ora l’episodio rimane avvolto nel mistero e non si sa chi siano stati gli autori. Sicuramente non è la prima volta che il Memoriale viene bersagliato da simili atti vandalivi, in quanto profanazioni erano già avvenute per ben due volte nel 2018 e poi nel 2019. Questo grave ed ennesimo attacco, come ha ricordato un articolo firmato dal giornalista greco Tasos Kokkinidis sul sito Greek Reporter, ha scatenato l’indignazione del Ministro degli Esteri greco Nikos Dendias che ha ribadito “la società e lo stato greco respingono fermamente qualsiasi forma di razzismo, intolleranza e antisemitismo in qualunque luogo essa venga espressa, soprattutto a Salonicco che è stata privata dei suoi cinquantamila ebrei, nostri connazionali, che sono stati uccisi solo perché di fede ebraica. Non possiamo tollerare azioni tanto spregevoli ed immorali”.

 

Fra le reazioni istituzionali anche l’Ambasciata Americana ad Atene ha condannato quanto accaduto attraverso un messaggio dell’ambasciatore George Tsunis che l’ha definito “uno spregio verso la memoria degli ebrei della città”. Il Greek Reporter ha ricordato come l’ebraismo a Salonicco sia continuato per cinque secoli, dall’arrivo dei primi ebrei dopo la cacciata dalla Spagna nel 1492, e che la Comunità fosse assai numerosa, tanto da rappresentare due terzi del mondo ebraico greco in una realtà estremamente prestigiosa e ben integrata nella società greca a livello politico, economico e sociale.