I campus universitari statunitensi diventano più Israel friendly

Mondo

di Ilaria Ester Ramazzotti

Diminuisce l’attivismo anti-israeliano all’interno dei campus universitari degli Stati Uniti, in particolare quello legato al movimento Bds che promuove sanzioni, disinvestimento e boicottaggio contro lo Stato di Israele. Ne parla la stampa israeliana riportando il risultato di una ricerca condotta da Israel on Campus Coalition pubblicata lo scorso 18 settembre.

Secondo il report, nel corso dell’anno accademico 2016-2017 sono stati organizzati 3.155 eventi pro-Israele (nella foto una di queste) contro circa 1.100 iniziative anti-israeliane. 149 è invece il numero di campus universitari che nello stesso periodo sono stati teatro di attività anti-israeliane, mentre due anni fa se ne erano contate 185. Sono in diminuzione anche le campagne Bds di livello nazionale portate avanti fra gli studenti delle università, una sola delle quali ha visto svolgersi una campagna Bds in modo ricorrente, a differenza delle otto dell’anno precedente. Fra le iniziative mediatiche stimate in declino, si annovera anche l’Apartheid Week contro Israele.

Il rapporto di Israel on Campus Coalition afferma tuttavia che, se da un lato questi eventi sono in declino, dall’altro il movimento anti-israeliano sta diventando più sofisticato e ricorre all’aiuto di organizzazioni esterne che fornirebbero sostegno all’attivismo degli studenti. Fra queste vengono nominate American Muslims for Palestine, American Friends Service Committee, Palestine Legal, the US Campaign for Palestinian Rights and Jewish Voice for Peace.

 

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